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Torino, si accende la sfida nel centro destra: Silvio Berlusconi vuole Claudia Porchietto sindaca

Intanto nel centro sinistra non si sa se si faranno le Primarie

 

C'era anche Claudia Porchietto oggi in Piazza Castello a solidarizzare con i maestri di sci. E se qualcuno volesse fare un gioco di parole, la sua potrebbe essere stata un'apparizione da discesa in campo. Una sorta di slalom speciale tra candidati del centrodestra che coinvolge sei importanti città italiane pronte nel 2021 alle urne. 

La presenza della deputata di Forza Italia ed ex assessora al Lavoro della Regione Piemonte ai tempi del governatore Cota non è quindi di certo passata inosservata. Soprattutto se si guarda all'altro candidato sindaco del centrodestra, Paolo Damilano in quota Lega, che, oltre a ufficializzare la sua candidatura, nel fine settimana ha lanciato anche il suo slogan: per una Torino Bellissima. 

Porchietto appare serena e per nulla turbata dalla concorrenza, anche perché dalla sua ha la benedizione addirittura di Silvio Berlusconi: "Il presidente Berlusconi mi ha chiesto di dare la disponibilità per il centrodestra e l'ho data con grande piacere perché è la mia città. Si deve però tenere in considerazione che noi, insieme agli alleati, stiamo lavorando su sei grandi città e che d'intesa con Lega e Fratelli d'Italia si sono messi in campo nomi autorevoli che abbiano competenze e in modo che i nomi siano intercambiali", spiega Porchietto. Berlusconi che fu il padrino anche di Cirio candidato presidente e che lo sostenne con una passeggiata in via Garibaldi. 

In sostanza, se il candidato sindaco di Roma dovesse sceglierlo Forza Italia a Torino il nome spetterebbe a Lega o Fratelli d'Italia. Porchietto dalla sua ha appunto l'esperienza maturata nel mondo delle piccole imprese (è stata presidente di API) e come assessora al Lavoro della Regione Piemonte. Ruolo, quest'ultimo, che ha ricoperto per quattro anni lasciando un buon ricordo anche tra i sindacalisti che politicamente dovrebbero esserle avversi. 

"Se toccherà a me fare il candidato lo farò con entusiasmo e competenza, ma se toccherà a qualcun'altro sarò al suo fianco sostenendolo per una città che ha veramente bisogno di cambiare il passo", continua Porchietto. Ma da dove partirebbe lei? "Riporterei su questa città una visione strategica. Vorrei far capire alla città che non è morta, che può ancora dare tanto e che deve continuare a essere una grande città manifatturiera e imprenditoriale". 

Se dunque il centro destra ha avviato la competizione interna per la selezione del candidato sindaco, nel centro sinistra siamo ancora in attesa di comprendere se si terranno le Primarie oppure no. Gli aspiranti sindaci ci sono e sono tanti: da Mauro Salizzoni, a Stefano Lo Russo, passando per Igor Boni e arrivando a Enzo Lavolta. Tutti nomi politici, compreso Salizzoni che attualmente è consigliere regionale del Piemonte. 

Salizzoni, dopo la rinuncia del rettore del Politecnico Saracco, sarebbe il candidato ideale per la parte più a sinistra della coalizione. Non a caso Marco Grimaldi, leader piemontese di Liberi e Uguali, ha dichiarato: "Non è un ripiego, ma l'unico modo per superare il recinto del centrosinistra e non consegnare Torino al centrodestra". Salizzoni infatti potrebbe essere il candidato sul quale fare convergere i voti dei grillini a un eventuale ballottaggio. Alle scorse elezioni regionali totalizzò ben 18.000 preferenze. 

Stefano Lo Russo invece non avrebbe molte possibilità di intercettare il voto dell'elettorato grillino vista la durissima opposizione fatta alla Giunta Appendino dal 2016 a oggi. A ottobre il capogruppo del PD in consiglio comunale ha presentato la sua candidatura e anche il suo programma per il rilancio della città. 

Il primo nodo da sciogliere però sarà il metodo di selezione del candidato. Per il centrosinistra sarà una scelta interna o ci saranno le Primarie? 

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