Sabato, 18 Settembre 2021
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Juve, la "tradizione" continua: cos'ha in comune Locatelli con Ronaldo e deLigt

Le teorie sul trasferimento in bianconero del centrocampista

Foto Ansa

Dopo settimane e mesi, il trasferimento di Manuel Locatelli dal Sassuolo alla Juventus è finalmente realtà: il centrocampista è arrivato a Torino e ha ufficialmente iniziato le visite mediche al J Medical. Poco dopo, è arrivato l'annuncio social, con tanto di social star Khaby Lame a "battezzare" Locatelli.

A essere ufficiali sono ora anche i termini dell'accordo tra il club emiliano e la Vecchia Signora: come previsto, Locatelli è passato alla Juve con la formula del prestito biennale gratuito con obbligo di riscatto fissato a 25 milioni di euro, cifra che la società presieduta da Andrea Agnelli inizierà a pagare tra due anni, e che (eventuali bonus compresi, fissati a 12,5 milioni) spalmerà il pagamento nei tre anni successivi. 

Questa operazione di calciomercato ha scatenato le fantasie di molti, soprattutto tra chi non ha in simpatia la Juve, e forse c'è una spiegazione abbastanza logica dietro alla cessione di Locatelli alla Juve. Proviamo a vedere qual è, e a fare un paragone con altri due acquisti eccellenti della Juventus negli scorsi anni, ovvero Cristiano Ronaldo e Matthijs deLigt.

Perché il Sassuolo ha accettato le "strane" condizioni della Juve

Per sintetizzare, possiamo dire che ciò che molti stanno notando con una vena polemica è: "Per quale motivo il Sassuolo ha accettato di cedere Locatelli alla Juve per 35 milioni che entreranno nelle casse neroverdi solo a partire dal 2023?".

C'è chi dice che il Sassuolo ha fatto un favore alla Juve in cambio di non si sa bene quale "favore" e chi, con un pizzico di ironia, sostiene che forse Luciano Moggi è tornato in società. Ma c'è una spiegazione più logica? Probabilmente sì.

L'interesse della Juve per Locatelli risale a diversi mesi fa, ma è durante gli Europei che il trasferimento ha preso corpo. Precisamente, alla fine della semifinale vinta dall'Italia sulla Spagna. Vi ricordate? Locatelli sbaglia il rigore, Donnarumma e Jorginho rimediano e gli azzurri volano in finale. Non appena il rigore calciato da Jorginho è finito in rete, tutti gli azzurri si sono riversati ad abbracciare l'italo brasiliano. Tutti tranne due: Chiellini e Locatelli, che avevano seguito i rigori abbracciati e che hanno festeggiato insieme lo scampato pericolo. Ecco, è lì che abbiamo capito che Locatelli voleva davvero la Juve, o forse è lì che capitan Chiellini lo ha convinto del tutto.

E se un giocatore vuole andare a giocare in una squadra, non c'è molto da fare per opporsi. Magari era vero che diversi club inglesi volevano il centrocampista italiano, e sicuramente i ricchi club della Premier offrivano al Sassuolo condizioni migliori in termini economici. Ma se Locatelli voleva solo la Juve, che cosa poteva fare il Sassuolo?

Di certo non poteva obbligare il calciatore a trasferirsi in Inghilterra contro la sua volontà. Al limite, avrebbe potuto mettere fuori rosa il giocatore, come ad esempio la Juve ha fatto con Khedira e Mandzukic, ma così facendo avrebbe rischiato di svalutarlo completamente, e di perderlo a parametro zero nel 2023, alla scadenza del contratto. 

Un rischio intollerabile, ancor più in tempi di crisi come questi, per una società modello come il Sassuolo, che la famiglia Squinzi ha portato ai massimi livelli del calcio italiano con una oculata e intelligente gestione finanziaria, oltre che sportiva. E quindi, "obtorto collo", gli emiliani hanno duvuto accettare le condizioni della Juve, dopo aver provato a "tirare la corda" fin quasi all'inizio del campionato.

L'operazione della Juve è stata in tal senso magistrale, e non si può far notare che si tratta di una cosa non così scontata, per il club che - dalla cessione di Pogba al Manchester United - ha collezionato diverse trattative infelici negli ultimi anni: dalla minusvalenza con Romero all'impossibilità di capitalizzare a dovere le cessioni di Douglas Costa, Spinazzola, Higuain e dei rientranti Rugani e De Sciglio.

Locatelli come Ronaldo e de Ligt?

Fantasia per fantasia, volendo trovare un segno di continuità nell'operazione Locatelli rispetto agli anni scorsi, viene in mente piuttosto una singolare coincidenza che unisce il centrocampista a Ronaldo e de Ligt. 

Una tradizione iniziata con CR7, arrivato alla Juve pochi mesi dopo quella magnifica rovesciata in Champions League con la maglia del Real Madrid che gli valse l'applauso di tutto lo Stadium. E proseguita con il difensore olandese, che l'anno dopo giunse a Torino dopo aver eliminato i bianconeri alla guida del suo Ajax. 

Ecco, anche Locatelli nel suo piccolo ha "castigato" la sua futura squadra, anche se in pochi se lo ricordano. Era l'ottobre 2016, a San Siro si giocava Milan-Juve, e i rossoneri vinsero per 1-0. A segnare il gol partita fu proprio l'allora giovanissimo Locatelli, cresciuto nel vivavio rossonero.

Certo, di tempo ne è passato parecchio, e nel frattempo Locatelli è passato dal Milan al Sassuolo per una "rinascita" che forse nessuno si aspettava a Milano. Tuttavia è curioso notare che, ancora una volta, la Juve ha accolto qualcuno che in passato gli ha esultato in faccia. 

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