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Da Favria a Pinerolo, le unioni civili sono “il frutto di scelte che vanno rispettate”

Presentato un esposto contro il sindaco omofobo di Favria, mentre a Pinerolo le due ex suore si sono sposate in anticipo

Nelle ultime settimane alcune unioni civili stanno suscitando parecchio clamore, al punto che i futuri coniugi sono costretti a correre al riparo dalle luci della ribalta.

Sul caso di Favria (coniugi costretti a rivolgersi ad un altro Comune per la celebrazione) il Gay Center ha presentato un esposto alla Procura di Torino e ai Carabinieri dopo il rifiuto del sindaco, Serafino Ferrino, di celebrare le unioni civili appellandosi all’obiezione di coscienza. “L´obiezione di coscienza non è prevista dalla legge e le parole di Ferrino sono una grave violazione dei diritti, oltre che della legislazione statale. Stiamo agendo contro tutti i Comuni che non applicheranno la legge” dichiara Fabrizio Marrazzo, Portavoce del Gay Center.

La cronaca degli ultimi giorni, dopo il caso di Favria, vuole che a dire sì siano due ex suore. Le donne sono state costrette a sposarsi con un giorno di anticipo a causa del risalto mediatico dato alla loro storia. Le dirette interessate, in accordo con il sindaco di Pinerolo Luca Salvai, hanno detto sì in comune nella mattinata di oggi.

Scrive il sindaco in un post: “La decisione è stata presa per tutelare la privacy delle interessate che non ricercano alcuna pubblicità riguardo la loro scelta. Le unioni civili non sono la festa del Sindaco o del comune che le celebra, sono il frutto di scelte delicate e personali che vanno rispettate”.
 

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