Cronaca

Il nubifragio in provincia di Torino ha devastato campi e strutture agricole: "Non era mai stato così in passato"

Avviate le procedure per lo stato di calamità

I danni provocati dalla grandinata a San Sebastiano da Po

Il nubifragio che si è abbattuto nel pomeriggio di ieri, mercoledì 7 luglio 2021, sul Chivassese ha provocato gravi danni all'agricoltura. Lo annuncia la Coldiretti Torino, che ha pubblicato su Facebook una serie di immagini relativi al disastro provocato dalla tromba d'aria che ha colpito Verolengo, Crescentino e san Sebastiano da Po.

"Tante serre danneggiate irrimediabilmente, colpisce l'estensione"

"È scoppiato il finimondo - dice l'associazione degli agricoltori -. Una tromba d’aria con grandine e effetti devastanti su case, strutture aziendali e campi. I danni all’agricoltura sono ingenti. Pesanti i danni alle strutture. Scoperchiate e allagate le case. Divelti i tetti di strutture aziendali e capannoni. Irrimediabilmente danneggiate tante serre agricole. I tetti scoperchiati sono stati scagliati per decine e decine di metri di distanza. Strutture aziendali metalliche deformate e sventrate. Lungo le strade ci sono alberi secolari sradicati e caduti a terra. Devastati i campi di mais a maturazione cerosa, pronti per l’insilamento. Allettati i grani già maturi, ma ancora da trebbiare. Il maltempo ha cagionato danni anche ai campi di soia e girasole. Tanti i pioppi falciati. La Regione Piemonte e Alberto Cirio hanno già avviato le procedure per lo stato di calamità. Colpisce l’estensione del territorio colpito dall’evento meteorico avverso. Non era mai stato così in passato".

Il presidente Moncalvo: "Servono strumenti nuovi per tutelarci"

"I nostri tecnici sono al lavoro anche questa mattina - dice Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti Piemonte -. La situazione è veramente pesante con aziende che sono in ginocchio per danni alle colture e alle strutture. Abbiamo aziende completamente cancellate. Questi fenomeni sempre più frequenti ci dicono che servono azioni nuove, anche usando risorse europee per fare sì che nessun agricoltore resti indietro. A rischio per molti è la sopravvivenza. I danni della calamità vengono riconosciuti molti anni dopo e spesso con cifre infinitesimali. Bisogna fare sì che ci sia una copertura assicurativa garantita in ogni caso per ogni azienda agricola quando ci sono questo tipo di fenomeni".

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