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Il Giro d'Italia è partito da Torino: il piemontese Filippo Ganna è maglia rosa

L'evento si è svolto in sicurezza

Piazza Castello in rosa

Parte bene il Giro d'Italia nel capoluogo sabaudo, con la prima maglia rosa al piemontese Filippo Ganna. Il corridore di Verbania, che fa parte del team Ineos, ha vinto in 8'47"  - alla media di 58,700 km orari, con punte sul finale di 70 km/h - la cronometro individuale. A seguire, il mantovano della Jumbo, Edoardo Affini distaccato di 10 secondi e Tobias Foss, di 13. A circa 40" Yates, Bernal e Nibali. Ganna aveva anche vinto la cronometro d'apertura del Giro, l'anno scorso, a Palermo.

Il Giro d'Italia ha così provato a scuotere Torino. Dopo gli ultimi 14 mesi in cui il covid ha racchiuso tutto in una bolla, fermando il tempo e stravolgendo la quotidianità di ognuno di noi, oggi, sabato 8 maggio, la città si è risvegliata dal torpore in cui inevitabilmente era caduta. E si è tinta di rosa - così come ha fatto di notte la Mole Antonelliana - che nella psicologia dei colori è simbolo di speranza e positività, calma e forza. Ripartire dunque resta la parola d'ordine e Torino ha scelto di farlo in bicicletta. 

Il percorso cittadino

Con i suoi 184 corridori, la carovana del Giro - dopo dieci anni - è partita di nuovo con il capoluogo piemontese sullo sfondo: il via dall'aulica piazza Castello alle 14.15 con la prima tappa, il cronoprologo cittadino di 8.6 km il cui percorso si è sviluppato lungo il Po. Dal 'salotto' torinese della città lungo viale I Maggio (Giardini Reali), corso San Maurizio in direzione del fiume, lungo Po e poi nel verde del Parco del Valentino - per il primo rilevamento al cronometro al km 3,8, nei pressi del Borgo Medievale - fino al Ponte Isabella. I corridori hanno percorso anche l'altro lato del fiume lungo corso Moncalieri per raggiungere il traguardo, in zona Gran Madre. 

Situazione assembramenti sotto controllo

Il timore era più che altro per gli assembramenti che evidentemente avrebbero potuto verificarsi lungo il percorso di gara. Il presidente della Regione, Alberto Cirio, aveva assicurato che il Giro si sarebbe svolto in sicurezza e in effetti così è stato. In Piazza Castello il pubblico ha potuto accedere solo ed esclusivamente con il tampone negativo e lungo il percorso la gente ha seguito la gara in maniera ordinata e disciplinata. 

"Oggi, proprio da Torino, è partito il Giro d'Italia 2021 - ha dichiarato la sindaca di Torino, Chiara Appendino -. Una bella festa svoltasi con rigore e con tutti i dovuti controlli di sicurezza. Per questo motivo ci tengo a ringraziare gli organizzatori, i lavoratori, le Istituzioni, i volontari e tutti gli operatori del settore. Ma vorrei anche ringraziare tutti i torinesi per lo spirito di collaborazione mostrato e soprattutto, per il grande senso di responsabilità messo in campo.  Ripartire con buonsenso, è possibile".

Soddisfatto anche l'assessore allo Sport e alla Sicurezza della Regione Piemonte, Fabrizio Ricca che, a evento concluso, si è detto "orgoglioso della perfetta organizzazione e soprattutto dei torinesi che si sono dimostrati attentissimi alle regole". 

La protesta

E alla partenza del Giro è stata anche portata all'attenzione la vicenda dei lavoratori dell'ex Embraco che nei giorni scorsi hanno ricevuto la lettera di licenziamento e che dal 22 luglio rimarranno senza lavoro. Lungo il percorso transennato è stato esposto uno striscione con messaggi rivolti al governo Draghi e al ministro Giorgetti. La protesta è un'iniziativa di Fim, Fiom, Uilm e Uglm e ha come obiettivo quello di chiedere a Roma l'avvio del progetto Italcomp, al momento rimasto al palo. 

La tappa di domenica

Ma il Giro d'Italia dà ancora appuntamento ai torinesi domani, domenica 9 maggio, per la seconda tappa. I corridori muoveranno alle 12.40 dallo storico scenario della Palazzina di Stupinigi a Nichelino per raggiungere Novara. Si tratta di una frazione pianeggiante di 179 chilometri dedicata perlopiù ai velocisti. La carovana rosa si dirigerà poi verso None e successivamente Virle Piemonte; da qui sconfinerà in provincia di Cuneo per arrivare al Castello di Racconigi. Tornerà poi in provincia di Torino, attraverserà Carmagnola per poi proseguire per Villastellone, Santena, Chieri e Andezeno. L'addio definitivo al Torinese sarà verso Castelnuovo Don Bosco (Asti), fino alle province di Vercelli e l'arrivo a Novara. 

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