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Violentata da due spacciatori nello scantinato: preso l'ultimo dopo la fuga-spettacolo

Già un uomo e una donna nei guai

 

Verso la risoluzione la vicenda dello stupro di gruppo, ormai accertato, di una tossicodipendente italiana di 41 anni avvenuto lo scorso 21 aprile 2019 in uno scantinato di via Bra.

Gli agenti della squadra mobile (in collaborazione con i colleghi iberici) hanno arrestato, nella giornata di ieri, lunedì 16 settembre 2019, a Torrevieja, sulla costa mediterranea meridionale spagnola, l'ultimo degli accusati dell'accaduto. Si tratta di un sedicente gabonese, ritenuto però in realtà senegalese, di 35 anni.

La fuga-spettacolo dalla questura

L'uomo era già stato fermato una prima volta all'inizio di giugno, ma era riuscito a fuggire dalla questura in modo avventuroso, lanciandosi da un balcone degli uffici della squadra mobile, mentre era in corso un interrogatorio davanti al pm Giulia Rizzo, che ha coordinato le indagini. Nonostante il volo di sette metri, lui era rimasto illeso ed era scappato facendo perdere le proprie tracce.

Ora è accusato di violenza sessuale di gruppo, evasione e spaccio di droga. Il suo avvocato è Enrico Moschini, che era presente alla fuga-spettacolo di giugno.

Le operazioni per bloccarlo sono state molto faticose (sono serviti quattro agenti), viste la stazza dell'uomo e la sua strenua resistenza all'arresto. Nei prossimi giorni scatterà l'estradizione in Italia.

Permane l'accusa di stupro di gruppo

Contrariamente a quanto apparso nei primi giorni dopo il fatto (in particolare dubbi erano stati sollevati dall'avvocato Alfonso Aliperta, difensore della donna arrestata), le indagini sviluppate in questi mesi hanno permesso di accertare che si è trattato effettivamente di uno stupro di gruppo.

Per questo è attualmente detenuto il primo dei due autori della violenza (il secondo sarebbe proprio il centrafricano arrestato ieri), uno spacciatore marocchino di 22 anni, mentre è a piede libero proprio la donna accusata di avere chiuso la vittima nello scantinato, dicendo ai due che avrebbero potuto abusare della vittima come compenso per le dosi di droga cedute a lei. Nei confronti di lei è caduta soltanto l'accusa di sequestro di persona, in quanto era stata vista prima insieme alla vittima.

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