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Parco del Valentino: meno 10 giorni al bando, ma sono ancora molti i dubbi sul futuro dei locali

L'idea è locali di intrattenimento con musica, ma è difficile che siano discoteche

 

Ci vorranno ancora una decina di giorni di pazienza, poi potremo conoscere quelle che saranno le linee guida che il Comune inserirà nel primo bando che verrà pubblicato e che servirà a individuare un imprenditore interessato alla gestione della Rotonda, storico locale all'interno del Parco del Valentino. 

Sul resto per il momento non ci sono certezze. Nel senso che il Comune si muove un passo per volta e non ha ancora rivelato in modo chiaro come immagina il futuro Parco del Valentino. Il primo passo, anzi il secondo, è stato compiuto. Terminata la ricognizione di tutti gli abusi presenti all'interno del parco, questa mattina è stata approvata la delibera di giunta che metterà le basi per permettere ai privati di esercitare attività di intrattenimento all'interno del parco. 

Quali attività però lo scopriremo solamente tra una decina di giorni quando il bando verrà pubblicato. "Entro dieci giorni uscirà il primo bando che riguarderà la Rotonda, poi il Fluido e lo Chalet. Nel bando sarà indicata la possibilità di avere attività di intrattenimento come la musica. Con delle precauzioni perché comunque siamo all'interno di un parco", ha dichiarato la sindaca. 

L'obiettivo è la riapertura dei locali del Valentino entro l'estate, ma le tempistiche dovranno tenere conto di una serie di variabili come ha precisato Alberto Sacco, assessore al Commercio del Comune, durante la conferenza stampa: se un eventuale gestore vorrà aprire una discoteca si dovranno tenere conto dei tempi necessari per sanare gli abusi, ristrutturare il locale e avere le concessioni; caso differente è se vorrà realizzare un locale dove servire da bere e far ascoltare musica in sottofondo.  

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Dubbi anche da parte di Alessandro Mautino, presidente di EPAT Torino, che prima di dare un parere definitivo vuole attendere i bandi perché i punti interrogativi sono ancora molti: "Dovremo capire la durata della concessione, gli oneri che dovranno essere sostenuti come la rimozione di eventualiabusi esistenti, il canone di locazione, se il criterio di assegnazione sarà meramente economico".

Su una cosa però ci si può cominciare a sbilanciare, ovvero su che tipo di Parco del Valentino i torinesi potranno aspettarsi: "Considerando le premesse e le difficoltà dei singoli casi immagino un parco con meno discoteche e più attività alternative. Però è fondamentale leggere i contenuti dei singoli bandi", continua Mautino che in conclusione lancia quello che potrebbe essere il vero allarme: "Il bivio è effettivamente tra dare la possibilità di un rilancio reale e completo o vanificare tutto con dei progetti impossibili da realizzare". 

 

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