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Scuola, il Piemonte è pronto al rientro: garantita la frequenza in presenza a tutti gli studenti

La Diocesi di Torino mette a disposizione spazi propri per le lezioni

 

Il Piemonte è pronto per il rientro a scuola. Certo ci sono ancora alcune criticità che devono essere risolte, ma sono tutte situazioni in corso di soluzione. A ribadirlo è Fabrizio Manca, direttore dell'ufficio scolastico regionale, che questa mattina ha rassicurato ufficialmente anche la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina. 

"In questo momento nel Lazio ci sono 8.500 studenti che non hanno garantita la frequenza in presenza, in Campania ce ne sono 32.000, idem in Sicilia. In Piemonte la situazione è sotto controllo. Noi in questo momento abbiamo circa 460 classi su tutto il territorio regionale che hanno delle criticità; sono coinvolti circa 1.200 studenti su una popolazione di 550.000, stiamo parlando dello 0,2%", ha spiegato Manca, "Sono tutte situazioni in corso di soluzione". 

E infatti a preoccupare non è il futuro immediato, ma quello che potrebbe accadere dopo le prime settimane di scuola ed è per questo che è stata accolta con estrema soddisfazione dal Comune di Torino e dall'ufficio scolastico regionale la disponibilità della Diocesi di Torino a mettere a disposizioni degli istituti scolastici spazi ecclesiali. 

"L'accordo di oggi è importante perché vista la complessità della situazione pandemica e delle variabili organizzative che sono molteplici, qualora si verificassero delle necessità questo accordo consentirà di risolverle", ha commentato Manca. In sostanza, se dopo una prima fase di rientro sarà necessario correggere strada facendo le disposizioni in materia di sicurezza scolastica o dovessero esserci delle difficoltà, quei locali diventerebbero un polmone da sfruttare subito. Si tratta infatti di strutture che sono già pronte e che spesso sono vicine alle scuole stesse. 

Intanto ieri, mercoledì 2 settembre, al termine di un incontro in Regione Piemonte è arrivato l'annuncio che l'ente regionale stanzierà 500.000 euro per l'acquisto di termoscanner da distribuire direttamente a tutte le 542 Autonomie scolastiche piemontesi a cui fanno capo 3.200 plessi. Una decisione che è stata accolta con favore dal direttore dell'ufficio scolastico regionale: "Le linee guida ministeriali prevedono la misurazione della temperatura degli studenti a casa, ma non vietano la misurazione della temperatura a scuola", ha precisato Manca. 

Anche il Comune di Torino si sta attrezzando per permettere la rilevazione della temperatura all'interno delle strutture scolastiche torinesi. "Ricordo a tutti che è comunque importante, a prescindere da quali saranno le scelte delle istituzioni, misurare la temperatura ai propri figli e in generale verificare lo stato di salute dei propri figli prima di portarli in istituto. Conto sul senso di responsabilità dei genitori", ha dichiarato la sindaca Appendino. 

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