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Martedì, 17 Maggio 2022

Fiocchi rosa e azzurri per festeggiare la misura anti-abortista: "Non siamo fermi agli anni 70"

Il fondo 'Vita nascente' stanzia 400.000 euro per le donne in difficoltà economica che non vogliono abortire

Hanno festeggiato impugnando fiocchi rosa e azzurri che poi hanno orgogliosamente puntato verso il cielo di Torino. Sono Maurizio Marrone, assessore regionale alle Politiche Sociali, e i sostenitori del Movimento per la Vita piemontese. Lo hanno fatto perché ieri, martedì 26 aprile, in consiglio regionale è stato approvato l'emendamento al bilancio della Regione Piemonte che istituisce il fondo 'Vita nascente'. 

Vengono così stanziati 400.000 euro di fondi regionali da destinare alle donne fragili economicamente, lo scopo è di far in modo che non debbano abortire perché non si possono permettere una gravidanza. Dura l'opposizione in consiglio regionale durante le settimane che hanno portato all'approvazione di questo emendamento: il 21 aprile c'è stato anche un faccia a faccia durissimo tra l'assessore Marrone e le opposizioni di centrosinistra. 

"Un fiocco rosa o azzurro è sempre un motivo di festa e rappresenta bene la nostra sensazione di questa sera", dice Maurizio Marrone poco dopo l'approvazione del fondo, "Quando vince la vita e il sostegno a una scelta veramente libera da parte della donna, ritengo che tutti possiamo esserne felici. Resta una parte marginale delle sinistre che ha mantenuto una sua contrarietà, ma siamo convinti che quando andremo a confrontarci su che progetti sostenere con questi 400.000 euro prevarrà la maturità di confontarsi nel merito". 

Che progetti immagina? "Esistono già progetti promossi dal volontariato di tutela materno infantile che fino adesso sono stati finanziati con soldi privati che forniscono alle giovani mamme in difficoltà beni di prima necessità come i pannolini, il latte in polvere o forniscono servizi di accompagnamento psicologico. Tutto quel che serve a chi vive una fase di fragilità e ha il bisogno di sentire il sostegno della comunità e delle istituzioni". 

Questa misura ha fatto discutere, si può definire una misura anti abortista? "Io rispetto le sensibilità di tutti. Ricordo che qui in piazza davanti al consiglio regionale la rete +194 voci in realtà ha messo insieme meno di venti persone a manifestare, magari è una sensibilità molto amplificata a livello mediatico, molto rumorosa, ma poco sostanziosa e rappresentativa. Rassicuriamo che la nostra è una misura e una politica a favore, non contro. Noi non vogliamo limitare i diritti delle donne; vogliamo consetire gli strumenti per poter decidere in piena libertà".  

Perché questo tema è così divisivo? "Per dei pregiudizi ideologici che ancora resistono, ma non siamo fermi agli anni 70, siamo in una fase di crisi sociale, di picco della natalità e crisi demografica. La politica dovrebbe superare certi steccati passati e confrontarsi sulle scelte migliori. A chi dall'opposizione mi dice di aumentare le risorse perché non sono sufficienti mi sento di rispondere: 400.000 euro in un anno è meglio che niente, ma sono d'accordo che bisogna considerarla una sperimentazione da aumentare e implementare". In Piemonte i centri per la vita sono una trentina e sono accreditati presso le ASL. 

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