Domenica, 13 Giugno 2021
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La produzione tedesca gira a Torino e sul lago Maggiore: il Piemonte diventa la Germania e la Calabria

Il potere del cinema

ZDF/Marco Piovanotto

In Germania è uno dei sequel più attesi, per il Piemonte è un'altra buona occasione di promozione turistica. L'attore tedesco Hans Sigl è tornato nuovamente a vestire i panni dell'ex avvocato Klaus Burg, dopo il successo ottenuto nel primo episodio “Flucht Durchs Hollental”. La trama di “Il nemico del mio nemico” (titolo di lavorazione) contiene tanti ingredienti tipici del classico thriller. Klaus Burg e la figlia 18enne Alina (Sofia Eifertinger) sono parte di un programma protezione testimoni e si sono ricostruiti una nuova, anche se modesta vita in un isolato villaggio di pescatori in Islanda.

Torino trasformata in New York per il film indiano

Grazie all’aiuto di Burg, la Centrale di Polizia Criminale Bavarese era riuscita a scovare un clan della ‘ndrangheta. Ma le sue preziose conoscenze continuano a mettere l’ex avvocato al centro del mirino. Per questo sarà costretto a lasciare la figlia per raggiungere un misterioso e importante personaggio che lo attende proprio sul Lago Maggiore.

Il film è prodotto da ZDF di FictionMagnet GmbH in collaborazione con ndF Berlin GmbH (executive producer), con la produzione esecutiva per l’Italia di Viola Film ed è realizzato con il contributo del POR FESR Piemonte 2014-2020 - Azione III.3c.1.2 - bando “Piemonte Film TV Fund” e il sostegno di Film Commission Torino Piemonte.

Il potere del set

Anche in questo caso il Piemonte si è dimostrato capace di rappresentare credibilmente altri luoghi nazionali e internazionali: i dieci giorni di riprese torinesi, iniziate lunedì 10 maggio, hanno coinvolto in prima battuta l’aeroporto Sandro Pertini di Caselle e Palazzo Cisterna.

Il locale Mad Dog Club di via Maria Vittoria si è trasformato in un bar di Monaco di Baviera. Stessa ambientazione tedesca anche per il palazzo “Le Torri” di corso Tazzoli, che in questo caso sarà un ufficio della questura bavarese. Sorte diversa per le Cantine Barbaroux che hanno accolto le riprese di una scena ambientata in un ristorante di Roma.

Nel comune di Bagnolo Piemonte sono state realizzate scene in esterna che nel film risulteranno ambientate alle Isole Faroer, mentre l’esterno del Rifugio Fontanamura di Coazze sarà l’esterno di una location che nella storia è Islanda.

Grazie all’affascinante potere della finzione cinematografica, i corrispettivi interni delle due location precedenti saranno entrambi girati a Borgo Cornalese, a Villastellone.  Proprio per questa commistione di luoghi e ambientazioni Borgo Cornalese verrà inoltre usato per ambientare un altro esterno che nel film risulterà la Calabria.

Verbania, Stresa, l’Isola Madre, Cannero Riviera, Arona sono le località che per più di due settimane hanno ospitato con la collaborazione delle amministrazioni cittadine l’intera troupe e le riprese, in numerose e svariate location: a Verbania le riprese si sono svolte perlopiù in ville (pubbliche e private), da Villa Rusconi Clerici a Villa Giulia, da Villa Volpi a Villa Scagliola.

l’Hotel Aminta e alcune strade di Stresa sono stati coinvolti dal set, oltre all’Isola Madre - proprietà privata della famiglia Borromeo – sempre nel comune di Stresa, il cimitero di Cannero Riviera, un parcheggio e l’area navigazione nel comune di Arona.

Anche in questo progetto c'è una forte presenza di maestranze piemontesi (il 40% circa della troupe): dal Direttore di produzione Arianna Trono, ai location manager Daniele Manca e Lucrezia Boggero, dalla scenografa Valentina Ferroni alla squadra di macchinisti capeggiata da Riccardo Mellana.

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