Domenica, 1 Agosto 2021
Salute

Mangia un fungo velenoso e rischia di morire: salvata da un trapianto di fegato alle Molinette

I funghi erano stati raccolti dal marito

L'Amanita Phalloides può essere letale

Mangia il fungo più velenoso in assoluto e rischia di morire. Una donna di 57 anni è stata salvata con un trapianto di fegato in super urgenza nazionale all'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino. Giovedì 21 novembre lei e il marito, della provincia di Torino avevano mangiato funghi che lui stesso aveva raccolto. Tra questi però c'era anche la terribile e mortale Amanita Phalloides.

Il trasferimento in rianimazione

Nella notte di venerdì i due hanno cominciato a stare male e sono stati trasportati al Pronto soccorso dell'ospedale di Chivasso. La donna però continuava a peggiorare sensibilmente tanto da essere stata trasferita prima in Rianimazione e poi nella giornata di domenica nella Terapia Intensiva epatologica delle Molinette, diretta dal dottor Antonio Ottobrelli, con una necrosi epatica acuta. Lunedì, dopo tutti gli accertamenti e gli approfondimenti è stata trasferita nella Rianimazione 2 ospedaliera del dottor Roberto Balagna, ma soprattutto é stata inserita in lista d'attesa trapianto in super urgenza nazionale, per insufficienza epatica acuta. 

La corsa contro il tempo

Da quel momento avrebbe avuto massimo 48 ore di vita se non fosse arrivato un fegato compatibile da trapiantare. Grazie al Coordinamento regionale trapianti piemontese (diretto dal professor Antonio Amoroso), nella notte tra lunedì e martedì si é reso reperibile un fegato proveniente da un uomo deceduto in un'altra regione italiana.

Nella giornata di martedì, con una corsa contro il tempo, é stato effettuato il lungo e complicato intervento chirurgico, durato circa 8 ore, effettuato dal professor Renato Romagnoli, direttore del Centro trapianti di fegato, in collaborazione con il dottor Francesco Lupo. L'operazione é tecnicamente riuscita e ora la paziente è in fase di recupero, ricoverata in Terapia intensiva. Il marito è attualmente ricoverato presso l'ospedale di Chivasso con lieve danno epatico e un danno renale acuto.

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