Lo stomaco al posto dell'esofago bruciato: salvati due fratellini

Avevano ingerito soda caustica

Un caldo pomeriggio d’estate due fratellini avevano bevuto per errore una sorsata di liquido corrosivo per uso idraulico, incautamente travasato in una bottiglia di una comune bevanda. Dal Pronto soccorso di Ivrea i due piccoli erano stati trasferiti immediatamente presso l'ospedale Infantile Regina Margherita di Torino per eseguire un’esofago-gastroscopia in urgenza. Oggi la bambina ha quasi 4 anni e suo fratello 5 e possono dirsi fuori pericolo dopo mesi e mesi di interventi e calvario. Nel corso del tempo per alimentare la bambina è stato necessario posizionare chirurgicamente una sonda direttamente nell’intestino, il fratello invece è stato sottoposto ad una nutrizione artificiale in vena.

A distanza di pochi mesi dall’intervento innovativo e dopo l'ultimo controllo di ieri (martedì 27 marzo ndr), i bambini stanno bene e sono in grado di nutrirsi per bocca con cibi solidi. Sono stati salvati entrambi dai medici della Città della Salute di Torino. A loro è stato asportato l'esofago “bruciato” e lo stomaco è stato portato all'altezza del collo al posto dell'esofago stesso. Adesso la loro aspettativa di vita, oltre che la qualità della loro vita stessa, sono previste essere pari a quelle dei loro coetanei. 

La sequenza degli interventi fino a quello risolutivo

Tra fine 2017 ed inizio 2018, l’équipe del professor Renato Romagnoli, afferente alla Chirurgia Generale 2 universitaria della Città della Salute di Torino (diretta dal professor Mauro Salizzoni), ha proceduto su entrambi alla rimozione dell’esofago malato (‘esofagectomia’) ed al suo rimpiazzo con lo stomaco spostato all'altezza del collo. Una tecnica innovativa (Romagnoli è il Responsabile del Gruppo Interdisciplinare Cure per i Tumori dell’Esofago della Città della Salute) applicata per la prima volta su pazienti così piccoli e debilitati. In sostanza, accedendo prima dal torace per separare con sicurezza l’esofago severamente infiammato dalle strutture vitali intorno allo stesso esofago, poi dall’addome per preparare lo stomaco ed infine dal collo per reperire il breve tratto di esofago ancora aperto al di sotto della gola, l’intervento è culminato nella trasposizione dello stomaco rimodellato a tubo (‘tubulo gastrico’) fino al collo di entrambi i bambini. La continuità del tubo digerente è stata così ristabilita con una sutura tra il brevissimo moncone esofageo sotto la gola e l’apice dello stomaco portato al collo. Il loro decorso immediato in Terapia intensiva ed in Chirurgia ad alta intensità dell’ospedale Infantile Regina Margherita è stato privo di complicazioni.  
 

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