Monica Cerutti (Sel): "Il piano di FCA non ci convince"

"Non ci vengano a dire che l'amministratore delegato della FCA ha preso impegni chiari e concreti perché non è vero: i lavoratori di Mirafiori saranno costretti ad attendere il 2018 per il rientro"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

Scusate se non plaudiamo al nuovo piano industriale di FCA presentato da Marchionne, ma continuiamo a essere preoccupati. Avremmo sperato che questa volta l'azienda torinese fosse passata dalle intenzioni ai fatti e invece siamo costretti a prendere atto dell'ennesimo rinvio: quando i lavoratori di Mirafiori potranno tornare a lavorare?

Non ci vengano a dire che l'amministratore delegato della FCA ha preso impegni chiari e concreti perché non è vero: i lavoratori di Mirafiori saranno costretti ad attendere il 2018 per il rientro in linea e non sono neppure sicuri che la promessa verrà mantenuta.

Marchionne si rende conto delle ricadute sociali che hanno le decisioni che sta prendendo FCA? La cassa integrazione per gli addetti di Mirafiori fino al 2018 avrà ricadute pesantissime anche sul loro potere d'acquisto e di conseguenza anche sul commercio nel nostro territorio. Per non parlare delle ripercussioni negative che subirà l'indotto.

Il Governo dunque verifichi le reali intenzioni dell'azienda automobilistica torinese e allo stesso tempo, di concerto con la Regione, si valuti l'ipotesi del contratto di solidarietà per il gruppo intero come suggerisce Maurizio Landini, segretario nazionale della FIOM.

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