Economia

Marchionne dagli States rilancia Mirafiori: "Garantiremo la piena occupazione"

L'amministratore delegato di Fiat Chrysler Group Automobiles ha presentato il nuovo piano industriale. Confermata l'importanza della produzione in Italia e lo sfruttamento di tutti gli impianti e delle risorse umane

In Italia è ancora notte fonda, ma negli States si lavora a pieno ritmo. Sergio Marchionne, impegnato nella presentazione del nuovo piano industriale della neonata Fiat Chrysler Group Automobiles, dà ottime notizie per gli operai italiani: "Garantiremo la piena occupazione a Mirafiori e negli altri stabilimenti". Parole che suonano da prima pagina e che forse erano insperate. Il perché di questa decisione lo spiega poco dopo, "produrre in Italia è conveniente perché gli stabilimenti ci sono già e i costi di trasporto nei vari paesi del mondo nei segmenti premium non incidono molto sul prezzo finale".

Il nuovo corso della Fiat avrà un costo di 50 miliardi e consentirà di passare dall'attuale produzione di 4,4 milioni di vetture all'anno ad oltre 7 milioni nel 2018.

Melfi sarà la patria della Jeep, mentre a Torino si prevedono nuovi modelli (forse due) di Alfa Romeo. Ciò permetterà, sempre secondo le parole di Marchionne, di non avere esuberi di personale e di scongiurare l'incubo dei lavoratori. Ma non solo. Pare anche che i lavoratori in cassa integrazione rientreranno al lavoro.

"Giornata importante per tutto il gruppo FCA, per l'azienda in Italia, per gli stabilimenti del nostro Paese e per quanti ci lavorano - ha detto Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, intervenuto questa mattina a Radio 1 Rai -. La produzione automobilistica cambia marcia ed è una realtà che valutiamo positivamente. Si completano gli investimenti in Italia - ha continuato Palombella - sui segmenti medi di gamma, per esempio, come Jeep e Grande Panda a Melfi e Pomigliano d'Arco, ma si guarda, soprattutto, all'alta gamma. Lo dimostrano i 5 miliardi di euro disponibili per Alfa Romeo ed i 2 miliardi per Maserati, una scelte che rende completamente operative tutte le potenzialità dei siti di Cassino e Mirafiori. Tutto ciò significa futuro per gli 80 mila addetti del Gruppo che hanno registrato migliaia di ore di cassa integrazione ed ora ritornano alla piena produzione. Ci aspettiamo dagli Usa analoghe prospettive dichiarate dal gruppo dirigente per Cnh-Industrial".

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