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Sentenza ThyssenKrupp, le reazioni della politica

Il candidato Pd commenta la sentenza che ha condannato i vertici della ThyssenKrupp per il rogo del dicembre 2007: "Una sentenza che farà scuola, per la prima volta viene riconosciuto l'omicidio volontario in un processo per un incidente sul lavoro"

Non tardano ad arrivare dal mondo politico torinese le reazioni alla sentenza Thyssen: "Una sentenza forte che rende giustizia alle famiglie. Un segnale importante per tutto il mondo del lavoro". Lo ha affermato Piero Fassino non appena appreso della sentenza che ha condannato i vertici della ThyssenKrupp.

 "So che questa sentenza - continua Fassino - non potrà riportare Rocco, Angelo, Antonio, Rosario, Bruno, Roberto e Giuseppe ai loro cari,  ma so anche che essa potrà restituire ai famigliari e ai loro compagni di lavoro un senso di giustizia.  Per la prima volta viene riconosciuto l'omicidio volontario in un processo per un incidente sul lavoro. Bisognerà attendere le motivazioni ma ritengo sia una sentenza che farà scuola".

Il candidato del Pd aggiunge: "E' importante che dal processo sia venuto un segnale forte perchè penso non sia più tollerabile il continuo stillicidio di morti bianche e mi auguro che ora possa nascere una rinnovata attenzione ai temi della sicurezza. Ai familiari va il mio pensiero, il mio affetto e la mia vicinanza".

Michele Coppola, il candidato sindaco del Pdl: "E' una sentenza storica, il lavoro è una priorità ma nel lavoro bisogna rispettare la sicurezza". Cosi' il candidato sindaco di Torino per il centro destra, Michele Coppola, sulla sentenza emessa ieri sera. Segnalando come all'epoca della tragedia fosse vice presidente del Consiglio comunale, ha aggiunto: "è una sentenza che ho accolto con piacere anche se quel lutto e quella ferita non potranno mai essere ripagati. E' un inizio che mi auguro faccia davvero storia ma soprattutto che imponga agli imprenditori di tenere in maniera prioritaria alla sicurezza".

Commenta la sentenza anche il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta: "Questa sera il tribunale di Torino ha dimostrato che in tempi certi e rapidi la giustizia ha scritto una pagina di storia definendo la responsabilità di una strage sul lavoro che non potremo mai dimenticare”.

"La Provincia di Torino come gli altri Enti ha visto riconosciuta la sua costituzione di parte civile ed è stata al fianco dei famigliari delle vittime della Thyssen. L’assessore provinciale al lavoro Carlo Chiama era in Aula al momento della lettura del dispositivo in rappresentanza dell’istituzione. La sentenza – aggiunge Saitta - resterà un monito per tutti nel nostro Paese: sul tema della sicurezza sul luogo di lavoro nessuno può abbassare la guardia”.

In  una nota anche Vittorio Bertola, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, commenta la decisione dei giudici: "Quella di ieri rappresenta una sentenza storica per il diritto del lavoro e anche un buon deterrente per fermare la pratica di calcolare le vite umane nei business plan, come "perdite collaterali" dello sviluppo"

"Se veramente l'azienda aveva coscientemente cominciato a smantellare o smesso di mantenere gli impianti di sicurezza in quanto pianificava di chiudere lo stabilimento a breve, pur conoscendo benissimo il rischio, allora c'è una volontà esplicita (non una sottovalutazione del rischio) di mettere in pericolo la vita degli operai. Si tratta - dice Bertola - di una tesi forte ma se l'esito del processo è stato di condanna per omicidio volontario allora significa che è stata documentata bene".

"La sentenza - chiude il candidato dei "grillini" - non giustifica festeggiamenti di nessun tipo ma richiede una riflessione sulle politiche aziendali che, spesso, non hanno in dovuta considerazione i rischi per i lavoratori, considerandoli danni collaterali, e una riflessione sulla politica nazionale/regionale/locale che si ricorda dei pericoli connessi con l'attività lavorativa solo nei giorni delle tragedie e non istituisce un sistema rigoroso di controlli e verifiche a sorpresa per impedire che la vita dei lavoratori sia messa in pericolo".

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