Cronaca

Thyssen, la sentenza: "Omicidio volontario". Condanna di 16 anni e 6 mesi ad Harald Espenhahn

La seconda corte d'assise ha ritenuto l'AD dell'azienda tedesca responsabile di omicidio volontario con dolo eventuale. Omicidio colposo, e condanne più leggere, per gli altri manager

Sedici anni e 6 mesi per Harald Espenhahn per il rogo alla Thyssen di Torino. E' questa la storica sentenza emessa poco dopo le 21 dalla seconda corte d'assise di Torino presieduta da Maria Iannibelli. L'amministratore delegato dell'azienda tedesca è stato ritenuto responsabile di omicidio volontario con dolo eventuale.

Insieme a lui condannati Marco Pucci, Raffaele Salerno e Cosimo Cafuerri. Per loro 13 anni e 6 mesi. Per Daniele Moroni 10 anni e 10 mesi. I giudici hanno accolto le richieste dell'accusa, aumentando la pena al solo Moroni. Confermata così l'accusa di omicidio volontario con dolo eventuale per l'amministratore delegato e quella di omicidio colposo per gli altri manager.

In sostanza la sentenza ha recepito l'impianto accusatorio secondo il quale Espenhahn aveva deciso di posticipare i lavori per la messa in sicurezza dello stabilimento di Torino a una data successiva a quella della prevista chiusura e del trasferimento a Terni. E aveva deciso quindi, in modo consapevole, di tralasciare i gravi rischi a cui avrebbe sottoposto i lavoratori.

Tre anni fa a perdere la vita furono Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo, Bruno Santino e Antonio Schiavone.

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