Teatro Regio, i lavoratori pensano allo sciopero: a rischio la prima

Taglio di 2 milioni di euro dal ministero

Sono giorni tesi per i lavoratori del Teatro Regio di Torino che, dopo la notizia che dal Fus arriveranno 2 milioni di euro meno del previsto, minacciano di scioperare il giorno della prima. Domani, mercoledì 10 ottobre è in programma infatti la messa in scena de "Il Trovatore" di Giuseppe Verdi: un'apertura di stagione che è a rischio e che in tanti anni non si è mai verificata. Tra le ipotesi spunta anche quella di spostare l'orario dello spettacolo o di leggere un comunicato poco prima. Oggi, giorno in cui comunque le prove generali per la recita sono già saltate, dopo l'incontro tra le rappresentanze sindacali e il sovrintendente William Graziosi, ci sarà un'assemblea al termine della quale i lavoratori decideranno il da farsi.

Chiarezza sui conti

Lo stato di agitazione permane dal 7 ottobre e le Rsu del Teatro Regio hanno chiesto “l’acquisizione degli atti e dei verbali del Consiglio di indirizzo del Teatro Regio di Torino dalla Stagione 2014 sino ad oggi”: esigono chiarezza e trasparenza sui conti della Fondazione. Che, dal consiglio di indirizzo, era stato assicurato fossero in pareggio dal 2014 ma evidentemente qualcosa non ha funzionato. Ad inquietare i 300 lavoratori a rischio, anche il fantasma di un possibile "intervento strutturale".

Un problema di quantità

"Un cane che si morde la coda - ha commentato Pierluigi Filagna, sindacalista Fials -: se ci saranno tagli al personale o ai nostri stipendi è impensabile mantenere l’attuale produttività. E per avere i fondi occorre produrre come si fosse a Hollywood". Già perchè i tagli dal ministero sarebbero dovuti a un punteggio in base al quale il Regio, pur essendo il terzo teatro in Italia per la qualità artistica, non è invece fra i primi posti per quanto riguarda il numero di spettacoli che hanno più di 150 persone inserite nel cast. Non sono molti infatti, i kolossal portati in scena durante la passata stagione. Giovedì la sindaca Appendino andrà a Roma per incontrare al ministero dei Beni Culturali, il ministro Alberto Bonisoli.

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