Ex Embraco, piano di rilancio in ritardo di tre mesi

Serve un incontro al Mise

È in ritardo di circa tre mesi rispetto al piano industriale presentato al Mise a giugno 2018 il progetto di reindustrializzazione dello stabilimento ex Embraco di Riva di Chieri. È quanto emerso dall’incontro tra azienda e sindacati che si è svolto presso lo stabilimento ora in mano a Ventures Production. Secondo quanto dichiarato dall’azienda, ad aprile rientreranno 100 addetti rispetto ai 190 previsti dal piano, per salire a 187 a giugno. A oggi nello stabilimento non sono ancora stati installati gli impianti di produzione. L’azienda ha dichiarato di averli ordinati.

Il passato

Lo stabilimento, che attualmente occupa 413 lavoratori, è passato alla società sino-italo-israeliana a luglio del 2018 dopo che Embraco, all’inizio dello stesso anno, aveva dichiarato la chiusura del sito industriale con il conseguente licenziamento di tutti gli oltre 500 lavoratori. Ad aprile 2018 Embraco, escluso lo stabilimento di Riva di Chieri, è passata al gruppo giapponese Nidec, ma per trovare una soluzione per i lavoratori del sito torinese è stato necessario attendere fino a luglio 2018, quando al Mise è stato firmato un accordo che ha sancito l’avvio dell’operazione guidata da Ventures.

Il futuro

Secondo il piano industriale presentato al ministero, la nuova azienda investirà 20 milioni di euro per produrre robot per la pulizia a secco di pannelli solari e sistemi di depurazione per l’acqua, ricollocando progressivamente tutti i lavoratori. Nell’incontro odierno, l’azienda ha comunicato un’espansione del business all’assemblaggio di bici elettriche e di giochi educativi.

“Siamo ancora convinti della validità del progetto - dichiarano Dario Basso e Vito Benevento della Uilm - Ora è immediatamente necessario un incontro al ministero che garantisca, non solo a parole, l’accompagnamento del percorso che deve confermare il posto di lavoro di tutti i dipendenti. Oggi purtroppo non registriamo alcun passo in avanti”.

“Rispetto all’incontro di gennaio non ci sono progressi significativi. - aggiungono Edi Lazzi e Ugo Bolognesi - A fronte di dichiarazioni di impegno, non sono ancora presenti i mezzi di produzione necessari. A questo punto ci sembra doveroso coinvolgere nel monitoraggio della situazione l’advisor che ha presentato l’azienda e le istituzioni che hanno accompagnato il percorso che ha visto l’abbandono di Embraco dal territorio torinese. In questa fase restiamo cauti e ci aspettiamo azioni concrete nel prossimo futuro per dare risposte ai lavoratori che stanno vivendo una situazione molto complicata con la cassa integrazione". 

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