Economia

Cassa integrazione: in Piemonte +21,6% tra dicembre e gennaio

Ma i numeri scendono nel confronto annuo

A gennaio la cassa integrazione in Piemonte aumenta rispetto al mese precedente ma scende nel confronto annuo. A dirlo è il primo rapporto del 2019 sulla cassa integrazione nella nostra regione. In Piemonte la richiesta di ore è stata di 1.128.120 ore, da dicembre 2018 in aumento del 21,6% (-12,6% ordinaria, +177,6% straordinaria, 0% deroga). Lo stesso dato che riguarda gennaio, a livello nazionale, è in crescita ma risulta decisamente inferiore.

Secondo i dati del Servizio politiche attive e passive del lavoro della Uil Nazionale, sono state richieste 15.156.683 ore di cassa integrazione, con un incremento dell’8,2% rispetto a dicembre. Destano preoccupazione anche i dati provinciali. La provincia torinese, con 731.576 ore, richieste si colloca al quarto posto tra le province più cassaintegrate d’Italia, dopo Genova, Roma e Frosinone.

Se la cassa integrazione aumenta a un mese di distanza, scende del 34,3% rispetto allo stesso periodo del 2018, quando in Italia la riduzione è stata del 12,3%. La variazione percentuale della cassa integrazione per settori produttivi, nel confronto tra gennaio 2019 e gennaio 2018, è stata la seguente: industria -38,8%, edilizia +126,1%, commercio -93,6%, per un totale di -34,3%.

"Per far ripartire il Paese - ha commentato Gianni Cortese, segretario generale Uil Piemonte -, siamo convinti che sia necessaria una riforma fiscale in grado di determinare maggiore equità e di ridurre la grave sproporzione nella suddivisione del carico fiscale, che vede oggi i redditi da lavoro dipendente e da pensioni, contribuire al gettito IRPEF per il 94,8%. E’ bene inoltre ribadire - conclude -, che lo sviluppo passa da investimenti in moderne reti di infrastrutture materiali e immateriali, in pilastri quali la sanità, i servizi sociali e l’istruzione, precondizioni indispensabili per determinare dinamiche positive, credibili e durature.”

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