Tav, dopo l'incendio alla Italcoge parla il titolare: "Ora abbiamo paura"

Dopo l'attentato incendiario a una ditta che partecipa ai lavori parla il titolare: "Clima troppo pesante". Esposito (Pd): "Servono misure straordinarie"

L'incendio appiccato nella notte ad alcuni mezzi della Italcoge (ditta che partecipa ai lavori della Tav) a Susa lascia un lungo strascico di polemiche. "In Val Susa non si era mai arrivati a estremi del genere. In queste condizioni passa la voglia di lavorare. Abbiamo paura": Ferdinando Lazzaro, uno dei titolari, intervistato dall'Ansa, è ancora scosso. "Adesso il clima si sta facendo davvero troppo pesante. La nostra ditta non ha il denaro per acquistare altri mezzi e, anche se siamo assicurati, quelli che ci sono stati danneggiati ci servono subito per poter continuare a lavorare".

"ABBIAMO PAURA" - "Non si può andare avanti così: prima - racconta Lazzaro - hanno aggredito me, poi se la sono presa con la ditta; dove arriveranno adesso? Noi abbiamo paura". La Italcoge è una delle varie aziende incaricate di allestire il cantiere in vista dell'arrivo delle trivelle per scavare il tunnel geognostico, che servirà soprattutto a saggiare la consistenza della montagna prima dello scavo del tunnel di base di 30 chilometri, che invece partirà da Susa.

LA PRIMA AGGRESSIONE - Ferdinando Lazzaro era stato aggredito lo scorso 28 giugno, poco prima dell'inizio della fiaccolata organizzata dal movimento No Tav in valle. L'imprenditore era stato fermato da una quindicina di manifestanti mentre era alla guida della propria autovettura, nella zona di Susa, e, dopo essere stato insultato, fu strattonato fuori dell'abitacolo. Mentre usciva dall'auto, Lazzaro batté con il gomito sinistro contro lo spigolo di una portiera e riportò una microfrattura al gomito che gli fu poi medicata all'ospedale di Susa con prognosi di 20 giorni. Il giorno dopo Lazzaro aveva presentato denuncia contro ignoti alla Questura di Torino.

NO TAV NEGANO COINVOLGIMENTO NEL RAID - Il movimento No Tav, dal sito ufficiale www.notav.info, nega di essere coinvolto nel raid. "Riteniamo questo gesto - si legge sulla homepage del sito - non un favore al movimento No Tav, ma anzi un danno e un modo d'intendere la lotta che non ci appartiene". I militanti del movimento avevano organizzato, per la giornata di domani, un volantinaggio a Susa "proprio per spiegare la situazione - continua il sito - e denunciare il coinvolgimento della ditta segusina nella distruzione del territorio. Questo atto - continua il sito - va nel senso contrario alle iniziative No Tav, che fanno della partecipazione e della resistenza di massa il nodo centrale di una battaglia che non fa sconti a nessuno, però ferma su alcune prerogative che non sono rappresentate da gesti simili".

STEFANO ESPOSITO - Il parlamentare del Pd Stefano Esposito si schiera senza riserve dalla parte di Lazzro: "Come un copione già scritto e da tempo annunciato la parte violenta del movimento No Tav sta proseguendo la propria strategia di paraguerriglia. Dopo gli assalti degli ultimi giorni, ecco gli attentati incendiari nei confronti della Italcoge. Al titolare dell’impresa (già recentemente vittima di un’aggressione fisica) e ai lavoratori va la mia piena solidarietà. Credo - sostiene Esposito -  non servano ulteriori dimostrazioni della necessità di ricorrere a misure straordinarie per garantire il cantiere di Chiomonte e per colpire con durezza le frange che non si accontentano più di atti teppistici ma che stanno passando a forme di lotta che la Valle, il movimento pacifico contrario alla Tav e l’opinione pubblica tutta devono condannare con nettezza e determinazione. Ieri abbiamo denunciato la presenza tra gli aggressori di ex esponenti di Prima Linea e oggi abbiamo i nomi e cognomi: Stefano Milanesi. Come possiamo accettare che personaggi che si sono macchiati di efferati delitti ora capeggino i violenti in Valle di Susa?"

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