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Il Sangone inquinato tra Moncalieri e Nichelino, con la conseguente moria di pesci

Il Sangone inquinato tra Moncalieri e Nichelino, con la conseguente moria di pesci

Moria di pesci nel fiume inquinato dalla schiuma: "Colpa di un guasto alla fognatura"

Chiesta la riduzione dei prelievi di acqua

Un guasto alla rete di distribuzione fognaria gestita dalla Smat ha provocato, nella seconda metà di luglio 2020, sversamenti (una schuma bianca) nel Sangone, rilevati nei giorni scorsi, che hanno causato un grave danno ambientale e la conseguente moria di pesci, in particolare nel tratto compreso tra Nichelino e Moncalieri. Lo ha comunicato la Città Metropolitana di Torino.

"L’incidente - scrive l'ente - si è verificato nel periodo in cui la situazione idrica è sfavorevole in quanto la portata media giornaliera dello stesso Sangone, rilevata all’idrometro di Torino, è inferiore alla soglia di attenzione di 0,83 metri cubi al secondo. La Città metropolitana, in attesa che la Smat si occupi degli interventi necessari per eliminare l’inquinamento, ha ritenuto utile intervenire con la diluizione dei reflui immessi".

Il dipartimento vigilanza ambientale e direzione risorse idriche di corso Inghilterra, ha inviato, lo scorso 24 luglio, una lettera al Consorzio argini e praterie di Trana, ai sindaci di Piossasco, Rivalta e Trana, al Consorzio irriguo delle Gerbole di Rivalta e per conoscenza all’Arpa Piemonte. Nel documento viene imposta ai consorzi la riduzione del 50 per cento del prelievo delle portate concesse. La riduzione durerà una settimana e la situazione in tutta la zona sarà tenuta costantemente sotto controllo.

Erano state l’Arpa e la polizia locale di Nichelino a segnalare l’inquinamento del Sangone ipotizzando quale causa il crollo della fognatura delle acque reflue urbane avvenuto in strada del Drosso nel territorio di Torino, con la richiesta alla Smat di valutare lo stato di fatto e la portata media delle acque reflue collegate allo stesso impianto. L'ente ha sollecitato la società di attuare subito interventi specifici per ridurre al minimo l’impatto sul territorio.

Sull'accaduto è aperto un fascicolo della procura di Torino, tenuto dal pm Gianfranco Colace, a carico di ignoti.

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