Processo per la morte di Vito Scafidi: una condanna e sei assoluzioni

Per il crollo al Liceo Darwin in cui il 22 novembre 2008 morì il giovane studente è stato condannato a 4 anni il funzionario della Provincia che seguì i lavori di manutenzione

Il processo per il crollo al Liceo Darwin di Rivoli che il 22 novembre 2008 provocò la morte di Vito Scafidi si conclude in primo grado con una condanna e sei assoluzioni. Nell'incidente inoltre un compagno di classe di Scafidi, Andrea Macrì, rimase paralizzato per sempre.

UNA CONDANNA - E' stato riconosciuto colpevole soltanto Michele D. M., funzionario della Provincia di Torino. A lui sono stati inflitti quattro anni di reclusione. Assolti tutti gli altri funzionari della Provincia di Torino che gli sono succeduti nell'incarico. Arriva l'assoluzione anche per i tre docenti dell'istituto che si erano alternati negli anni con l'incarico di responsabili della sicurezza all'interno della scuola.

MANUTENZIONE - Il giudice monocratico Alessandra Salvadori, che ha pronunciato la sentenza, ha ritenuto colpevole il solo Michele D. M., che seguì i lavori di manutenzione del liceo Darwin quando venne effettuato il maxi intervento di ristrutturazione con la costruzione del controsoffitto che poi crollò.

RISARCIMENTI - La Provincia di Torino dovrà inoltre pagare 400 mila euro complessivi in anticipo del risarcimento nei confronti della famiglia di Vito Scafidi: 150 mila euro per il padre Fortunato, 200 mila euro per la madre Cinzia e 50 mila euro per la sorella Paola. I tre, che erano presenti in aula, hanno assistito alla lettura della sentenza mano nella mano e hanno lasciato il palazzo di giustizia senza rilasciare dichiarazioni.

LA FAMIGLIA SCAFIDI - Renato Ambrosio, l'avvocato della famiglia Scafidi: "Il tribunale ha liquidato una provvisionale nonostante vi fossero già stati accordi tra le parti per un anticipo. La famiglia Scafidi non ha mai voluto parlare di denaro, in quanto ha sempre desiderato che vi fossero delle condanne. La madre di Vito ha fatto una battaglia perché una tragedia del genere non accada mai più. La sentenza di oggi ha riconosciuto che qualcosa di sbagliato è successo".

GUARINIELLO - Raffaele Guariniello, il pm dell'accusa nel processo commenta: "Il problema della sicurezza a scuola va affrontato esattamente come quello sui luoghi di lavoro. Chi è stato assolto e chi condannato oggi è secondario ed é una questione del giudice ma l'importante - ha commentato il magistrato - è che sia stato ribadito il principio dell'obbligatorietà degli interventi di manutenzione all'interno degli edifici scolastici".

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Fonte Ansa

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