La leader dei No Tav va (forzosamente) ai domiciliari, per lei il divieto di comunicazioni con l'esterno

Per le norme anti-coronavirus

Nicoletta Dosio davanti al carcere delle Vallette

Da ieri, lunedì 30 marzo 2020, Nicoletta Dosio, 73enne leader del movimento No Tav che si trovava in carcere dal 30 dicembre scorso, è stata trasferita agli arresti domiciliari (o meglio, in detenzione domiciliare), nella sua casa di Bussoleno.

Le misure svuotacarceri varate dal governo per l'emergenza coronavirus le hanno imposto il ritorno, dopo tre mesi, tra le mura domestiche, che lei aveva sempre rifiutato preferendo scontare la pena nel penitenziario torinese. Le è stato imposto il divieto di comunicare con l'esterno.

Il movimento No Tav lo ha comunicato sul proprio sito ufficiale.

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Il post pubblicato da Notav.info

Nicoletta è uscita poco fa dal carcere delle Vallette per andare a scontare l’ingiusta pena ai domiciliar per le misure introdotte con l’emergenza Corona Virus. Le sono stati concessi i domiciliari con il massimo delle restrizioni possibili, compreso l’ingiusto divieto di comunicare! Nicoletta ci fa sapere tramite suo marito che la situazione dentro è pesantissima, e invece che scarcerare, al contrario continuano a tradurre in carcere persone, anche con la febbre. È dimagrita molto perchè mangiare in carcere è difficile per tutte, ma è orgogliosa delle sue compagne di detenzione che si sono sostenute a vicenda in questo periodo e uscire da sola le crea rabbia. Rabbia per persone a cui hanno concesso le videochiamate al posto dei colloqui, ma è un diritto mai esercitato dalle tante che non hanno parenti con uno smartphone o anziani non capaci di utilizzare la tecnologia. Il carcere è un luogo dove la normalità non esiste per chi fa la guardia, anzi l’arroganza è l’unica vera normalità. L’indulto e l’amnistia sono assolutamente necessari!

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