Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca Piazza Ernesto Che Guevara

Addio ad Alfredo, il tuttofare della società calcistica amato da generazioni di ragazzini

Morto con la moglie

Alfredo Carbone con il figlio Luigi in occasione del cinquantennale della Pro Collegno (foto dal sito ufficiale della società sportiva)

Alfredo Carbone, il pensionato 73enne rivolese morto la sera di domenica 7 luglio 2019 nella sua casa di Bruere a Rivoli, poco prima che la moglie Gina Morelli lo seguisse, era una delle colonne della società sportiva Pro Collegno, a cui si era avvicinato in età già avanzata per seguire il figlio Luigi, apprezzato dirigente.

"È dei nostri da 15 anni - scriveva la Pro nel 2016, parlando di Alfredo - ed è il nostro tuttofare e un vero mito per la Pro Collegno. Fa le pulizie negli spogliatoi, negli uffici e nella sala riunioni, che all’occorrenza, nonostante l’asciugatrice recentemente acquistata, si riempie di stendini per le maglie delle nostre squadre (tutto per risparmiare…!), visto che si occupa anche della lavanderia. E in estate si dedica alla tinteggiatura degli spogliatoi, che, quindi, ad ogni nuova stagione sono ancora come nuovi. Ha anche di funzione di 'ufficio oggetti smarriti': se qualcuno dimentica un paio di scarpe, il bagnoschiuma, una maglia – o la testa –  negli spogliatoi o in giro per il 'Bendini' e lo trova Alfredo, è sicuro di poterlo ritrovare".

Tutti i ragazzini della Pro gli hanno voluto un gran bene e lui a loro.

Carbone era arrivato in provincia di Torino quando era poco più che bambino. Aveva cominciato a lavorare consegnando vini (in questo periodo aveva conosciuto la moglie Gina, sposandola poco dopo), poi aveva proseguito come artigiano di falegnameria e infine come netturbino. Poi, seguendo il figlio Luigi, si era avvicinato alla Pro Collegno diventandone il tuttofare.

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