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Maurizio De Giulio, 50 anni, non è nuovo a incidenti provocati dall'ubriachezza

Maurizio De Giulio, 50 anni, non è nuovo a incidenti provocati dall'ubriachezza

Motociclista uccisa, l'artigiano di Nichelino già arrestato per ubriachezza al volante

L'accusa per Maurizio De Giulio è di omicidio stradale ma il rischio è che diventi di omicidio volontario. Potrà accadere però solo dopo il suo interrogatorio

Per ora l'accusa verso Maurizio De Giulio, 50 anni, artigiano di Nichelino, è di omicidio stradale. E' lui il conducente del furgone Ford Transit che nel pomeriggio di ieri, domenica 9 luglio 2017 alla rotonda del Gravio di Condove, ha travolto la moto su cui viaggiavano Elisa Ferrero, rimasta uccisa, e il fidanzato 29enne, ferito in modo grave.

LO SPAVENTOSO PRECEDENTE

Ammesso che sia stato un incidente e non un omicidio, De Giulio non è nuovo a incidenti provocati dall'ubriachezza. Nell’estate 2010 aveva provocato uno schianto, sempre guidando un furgone Ford Transit, in via Genova, in frazione Testona di Moncalieri. Aveva invaso un incrocio nonostante il semaforo rosso e il mezzo si era poi imbattuto su un fianco occupando l'intera carreggiata. Sceso, se l'era poi presa con la polizia locale, che lo aveva accompagnato in ospedale per farlo sottoporre a esami clinici dopo avere trovato una bottiglia di birra, e una volta arrivato a destinazione anche con una pattuglia dei carabinieri che si trovava per caso nel pronto soccorso. Era stato arrestato per resistenza e guida in stato di ebbrezza.

IL RISCHIO DI OMICIDIO VOLONTARIO

Al momento il pm Paola Stupino, che coordina le indagini, ha disposto il fermo per omicidio stradale in quanto non sono emerse chiare evidenze che si sia trattato di un investimento volontario, nonostante l'inseguimento di due chilometri dopo il diverbio tra lui e il 29enne, presumibilmente per una mancata precedenza. Si valuta anche se a scatenare la furia dell'ubriaco sia stato un pugno che il motociclista avrebbe sferrato allo specchietto del furgone, circostanza non ancora accertata. Se, ascoltate tutte le parti e i testimoni, emergesse che De Giulio ha voluto deliberatamente investire la moto come reazione al diverbio, l'accusa di omicidio volontario potrebbe scattare. In alternativa quella, meno grave, di omicidio preterintenzionale (nel caso invece emergesse che lui non volesse investire la moto ma solo infastidirla o minacciarla).

UBRIACO CON COMPAGNA E FIGLIA

L'uomo, che era completamente ubriaco (il tasso dell'alcoltest a cui lo hanno sottoposto i carabinieri superava il grammo per litro, pari a due volte il limite di legge) a non viaggiava da solo sul furgone: c'erano anche la compagna peruviana che abita a Torino e la figlia 17enne di lui. Nei confronti della donna non è stato adottato alcun provvedimento. La situazione potrebbe cambiare dopo che tutte le parti verranno ascoltate, sempre che venga ravvisata una responsabilità che tuttora non è emersa.

LUI PIANGE IN CARCERE

Maurizio De Giulio si trova da ieri sera nel carcere torinese delle Vallette. E' in stato di choc e piange per quello che ha fatto. Si è detto disposto a pagare, anche se sostiene che la sua volontà non fosse di uccidere. Difeso dall'avvocato Matteo Del Giudice, verrà risentito nei prossimi giorni. La polizia penitenziaria lo sorveglia con attenzione.

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