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La foto pubblicata

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Frasi contro i vigili di Torino sui social network, per procura e giudice non sono reato

Archiviata l'inchiesta su 73 persone

Scrivere su Facebook "io gli spaccherei la faccia" o auspicare "una spedizione punitiva sotto casa" contro agenti della polizia locale non è reato, benché sia un comportamento "eticamente censurabile".

Così la giudice Paola Rigonat del tribunale di Torino ha archiviato l'inchiesta, che inizialmente aveva 78 indagati poi ridotti a 73, sui post sui social network pubblicati all'indomani della lamentela, con un post del marzo 2018 su Facebook documentato da foto, dell'avvocato torinese Michele Scola, che accusava gli agenti di avere fatto una spedizione punitiva sotto casa sua, nel quartiere Cit Turin.

La giudice ha accolto in toto le considerazioni della procura, per cui quelle frasi, benché non gradevoli, non configuravano alcun reato. L'indagine, con l'accusa di diffamazione, era scattata dopo la denuncia presentata dal comandante della polizia locale, Emiliano Bezzon.

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