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Cronaca Cit Turin

"Ho avuto una discussione con un vigile: il giorno dopo in tre mi hanno atteso sotto casa"

L'accusa di un avvocato

Spedizione punitiva della polizia locale sotto casa. E' l'accusa che un avvocato civilista, Michele Scola, lancia contro la polizia locale, di cui alcuni agenti lo hanno atteso la mattina di venerdì 23 marzo per un controllo che definisce come tutt'altro che casuale. E' avvenuto nel quartiere Cit Turin.

"Giovedì - racconta il legale su Facebook, dove ha pubblicato anche la fotografia della 'spedizione' - ho portato mio figlio di cinque anni a
scuola, come (quasi) tutte le mattine, in scooter. C’era un vigile che con la sua moto bloccava l’ingresso alla strada della scuola. Parcheggio a un metro da lui, scendo e vengo redarguito perché mi dice che il casco del bambino non è omologato. Gli spiego che è omologato, tolgo il casco a mio figlio, gli faccio vedere l’omologazione, ma continua a dirmi con tono molto duro e trattandomi piuttosto male che non lo è. Mio figlio è visibilmente spaventato dai toni (non i miei): lascio perdere, faccio finta di niente e me ne vado".

I tre agenti che lo hanno aspettato sotto casa, chiamandolo per nome e cognome, lo hanno multato per la mancata revisione dello scooter. Tra loro c'era anche quello del controllo del giorno precedente.

"Hanno palesemente cercato di farmi perdere la lucidità - accusa ancora Scola -. Chiedo se sia costume accettabile che due agenti si sottraggano al loro dovere per permettere a un collega di organizzare quella che non ho paura a definire una vera e propria spedizione punitiva contro un cittadino che, ripeto, non ha fatto nulla. Se sia questo lo 'spirito di corpo'".

Sotto il post dell'avvocato, che ha annunciato querela nei confronti degli agenti, si moltiplicano i commenti durissimi degli utenti nei confronti della polizia locale.

Tanto da costringere a intervenire anche l'assessore alla sicurezza Roberto Finardi: "Partiamo dai fatti e dalle certezze: il bambino dell’avvocato stava viaggiando a bordo di uno scooter senza revisione, posizionato sul predellino anteriore e non sul sedile, come invece sarebbe stato opportuno per ragioni di sicurezza. Questo è quanto accertato e non è di poco conto anzi, direi, di assoluto rilievo perché parliamo di bambini e di sicurezza stradale. Poi, quel che è successo nei rapporti con gli agenti della polizia municipale sarà oggetto di nostre verifiche e probabilmente anche di un giudice, visto che l’avvocato ha dichiarato attraverso il social Facebook la sua intenzione di sporgere querela. A tal proposito, ritengo sia un bene che una parte terza valuti e decida sui comportamenti tenuti da tutte le persone coinvolte nel caso. Aggiungo che nei commenti al post dell’avvocato si può leggere di tutto, cose forse anche oltre il limite del lecito, e pure su questo e, naturalmente, sugli autori dei post a commento il giudice sarà chiamato a valutare".

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