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Parte l'iniziativa su Facebook: "Compriamo la Cavallerizza"

"Chi vuole comprare con me la Cavallerizza?". Un'attrice, Viren Beltramo, ha lanciato una mobilitazione sul web per impedire la chiusura della struttura di via Verdi. Servono 3mila persone che mettano 100 euro a testa

È cominciato tutto con una domanda postata su Facebook: “Chi vuole compare con me la Cavallerizza?”. Una di quelle domande un po’ folli, formulate forse per sognare ad occhi aperti e non per sperare che davvero qualcuno alzasse la mano (pardon, mettesse un “mi piace”) e rispondesse alla sua chiamata. Eppure, Viren Beltramo, attrice torinese, ha riscosso successo. E ha aperto una pagina Facebook per condividere con i torinesi la sua idea, tutta incentrata sull’onestà del prossimo. Sì, perché lei si fida che gli oltre 1600 “mi piace” ricevuti corrispondano a 1600 persone che doneranno 100 euro per le spese della Cavallerizza. “Se cliccate mi piace su questa pagina significa che lo farete quando arriverà il momento di poterlo fare. Siate onesti con voi stessi”, spiega lei, nella dettagliata sezione informativa.

“Per chi non lo sapesse, - continua lei nella spiegazione della pagina, che si chiama, per l’appunto, “Chi vuole compare con me la Cavallerizza?” – il Teatro Stabile di Torino, dopo aver subito l'ennesimo taglio di 700 mila euro dal bilancio di quest'anno, ha deciso di chiudere la Cavallerizza, che necessita di 300 mila euro per la messa a norma degli spazi. La Cavallerizza intera costa 12 milioni di euro ma se 3000 persone dessero 100 euro per impedirne la chiusura io, come penso quasi tutti i colleghi della mia generazione, lo gestirei volentieri, anima e corpo, per far scoprire alla città cosa sono davvero capaci di fare i "giovani"”.

Un sogno? Forse; ma la pagina è stata fondata il 13 novembre e oggi, a nemmeno due settimane di distanza, si è superata la metà dei sostenitori necessari per arrivare alla fatidica soglia dei 3000 like necessari per iniziare la raccolta fondi. Si tratta di “Una piccola rivoluzione che vuole coinvolgere tutte le persone che inorridiscono all’idea che la Cavallerizza possa diventare un centro commerciale”, per far tornare funzionale la splendida struttura progettata da Benedetto Alfieri a metà Settecento e impedire che venga chiusa. Dopodiché, si tratterà di cercare fondi pubblici europei, “Sempre continuando a conciliare pubblico con privato”, precisa lei.

Un progetto rivolto principalmente ai giovani, ma senza scontro generazionale. “Mi piacerebbe moltissimo che la Cavallerizza diventassse un luogo di incontro tra le varie generazioni del teatro – spiega Viren – non credo però sia l’epoca di uccidere i nostri padri ma di sfruttare al meglio l’eredità che ci lasciano”.

Per ora, di eredità c’è soltanto un’enorme e storica struttura semi-abbandonata immersa nel cuore di Torino, che rischia di rimanere preclusa per chissà quanto. Viren è fiduciosa, determinata, coerente. Ma per portare avanti il suo progetto è necessario avere fiducia nel prossimo: una componente immateriale e imprevedibile, che potrebbe disfare tutto, una volta arrivati a 3000 like. Perché se le persone si tireranno indietro, sarà stato tutto soltanto un bel gioco. Ma lei ci crede. “Mi voglio fidare del prossimo, il non fidarsi non mi ha mai portato a niente. Se non mi fossi fidata delle persone non avrei avuto tutte le cose belle che hanno caratterizzato la mia vita. Ci sarà ovviamente  una percentuale che si tirerà indietro, ma io conto su tutte le altre”. E forse è questo il migliore messaggio che passa da questa iniziativa: la fiducia. Poter ancora avere dei sogni che si basano su questo vero sentimento di appartenenza ad una collettività, è un messaggio che ci fa capire come il mondo possa ancora aver speranza di cambiare. In meglio.

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