Cronaca Barriera di Milano / Via Giorgio Ghedini

Arrestato il killer di Antonio Pisano, freddato con tre colpi di pistola

L'omicidio avvenne il 21 novembre 2012 in via Ghedini, nel quartiere Barriera di Milano. Gli spari avvennero da una distanza ravvicinata per mano di un pericoloso pregiudicato, arrestato dalla Polizia

Antonio Pisano, l'uomo ucciso nel 2012

A quasi un anno e quattro mesi dall'omicidio di Antonio  Pisano  la Polizia ha arrestato un uomo, ritenuto l'autore materiale del delitto.  Si tratta di  Vincenzo M. , 63 anni nato a Marsala, definito dalle forze dell'ordine come un  pericoloso pregiudicato .

L'identificazione si è resa possibile grazie alle testimonianze fornite da alcune passanti, da cui le indagini sono partite. Alto intorno al metro e sessanta, di corporatura robusta, con capelli corti, mossi e di colore bianco: questo l'identikit dell'omicida. La svolta è arrivata nell'estate del 2013 quando una telefonata anonima, fatta da una cabina di Settimo Torinese, indirizzava gli investigatori verso una persona pericolosa e solita girare armata. Quest'uomo era proprio quello che, si scoprirà più avanti, essere il killer di Antonio Pisano.

Dopo diversi controlli si era scoperto che l'uomo della segnalazione era un latitante, in quanto si era sottratto volontariamente all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa a suo carico per il reato di traffico di sostanze stupefacenti. Le caratteristiche di quest'ultimo collimavano quasi perfettamente con la persona ricercata per l'omicidio di via Ghedini. Le successive indagini e la perquisizione dell'alloggio di Vincenzo D. in strada Antica di Collegno hanno permesso alla Polizia di rinvenire e sequestrare una revolver marca Smith & Wesson calibro 38 Special, con tamburo completamente rifornito, risultante provento di furto.

Antonio Pisano fu ucciso il 21 novembre 2012 in strada Ghedini angolo via Moncrivello, freddato con tre colpi di pistola sparati da distanza ravvicinata da un uomo che, secondo alcuni testimoni, fuggì poi a piedi, prima di rifugiarsi in un'auto. Inutile la corsa verso l'ospedale San Giovanni Bosco, le condizioni erano già disperate all'arrivo dell'ambulanza e l'operazione a cui venne immediatamente sottoposto non servì a salvargli la vita.

La vittima era nata a Catania ma da qualche anno risiedeva a Rivarolo Canavese. Aveva avuto un passato tormentato: nel 2000 era stato arrestato all'aeroporto di Malaga con l'accusa di traffico di droga, nel 2002 il suo nome era finito un'inchiesta calabrese per reati connessi al traffico di sostanze stupefacenti. In carcere fino al 2007, negli ultimi anni, fino al 2011, era stato sorvegliato speciale. Proprio il traffico di narcotici sarebbe la causa che ha portato Vincenzo D. a ucciderlo.

La persona arrestata ha numerosi trascorsi penali a decorrere dal 1972 per sequestro di persona a scopo di rapina, tentato omicidio, reati contro il patrimonio (rapina, ricettazione, riciclaggio ed estorsione) e violazioni della legislazione sugli stupefacenti e sulle armi. Nella stessa operazione investigativa sono state arrestate altre tre persone.

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