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Covid, il Piemonte a un passo dall'arancione. Cirio non si sbilancia: "Impossibile fare previsioni"

Atteso per oggi il pre-report dal Comitato Tecnico Scientifico

Il Piemonte è a un passo dalla zona arancione? In queste ore sono in molti a chiederselo. Dopo aver scampato per un soffio, la scorsa settimana, l'abbandono del giallo, tutti gli indicatori restano al limite e soprattutto l'indice Rt, a cavallo dell'1, non lascia troppe speranze. Tuttavia, il presidente Alberto Cirio ci va con i piedi di piombo: "Impossibile fare previsioni - ha dichiarato cauto -. Abbiamo trasmesso i dati al Ministero e domani (oggi, ndr) ci sarà il pre-report dal Comitato Tecnico Scientifico. Non ha senso avanzare ipotesi senza dati certi alla mano. Si rischierebbe solo di fare confusione". Più pessimista l'assessore alla Sanità, Luigi Icardi, secondo il quale il passaggio in arancione per il Piemonte sarebbe "fisiologico, dopo 4 settimane in zona gialla".

Venerdì il verdetto ufficiale

E se intanto negli ultimi giorni i numeri relativi al Piemonte segnalano un aumento di contagi e ricoveri, per il verdetto bisognerà attendere il report ufficiale di venerdì 26 febbraio. A preoccupare gli esperti sono infatti le varianti del coronavirus: quella inglese e in misura minore anche la brasiliana e la sudafricana che lentamente stanno prendendo piede. Mentre in alcune zone d'Italia aumentano i lockdown locali con zone arancioni rafforzate e rosse, che lasciano intendere che la terza ondata è ormai arrivata, sono a rischio anche altre regioni. Anche il Piemonte ha la sua zona rossa 'mirata': quella dei laghi del Verbano Cusio Ossola - a esclusione del comune di Re -, più vicina ai confini.

Arancione, cosa cambia

E il passaggio in arancione per il Piemonte significherebbe nuove restrizioni. In particolare bar, pasticcerie, ristoranti, pizzerie e locali chiusi con il solo permesso di effettuare vendita da asporto tra le 5 e le 22 (per i bar senza cucina solo fino alle ore 18). Vietati inoltre gli spostamenti tra Comuni salvo che per le tre solite comprovate motivazioni: lavoro, salute e stati di necessità ribadite da autocertificazione. Resta il coprifuoco nazionale con divieto di spostamento, salvo comprovate necessità, tra le 22 e le 5 del mattino successivo.

Ma Draghi ha lasciato già a intendere che seguirà la linea del rigore e si vocifera che in zona arancione, siano in arrivo ulteriori strette relative soprattutto agli spostamenti nelle seconde case. Oggi, mercoledì 24 febbraio, il ministro della Salute, Roberto Speranza comunicherà in aula alla Camera sulle nuove misure per il contrasto della pandemia.

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