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Lutto nel mondo della ristorazione: addio a Renzo Vivalda, patron del ristorante l'Antica Corona Reale di Cervere

Cervere e l’intero mondo della ristorazione dicono addio allo chef Renzo Vivalda, morto nei giorni scorsi a 81 anni all’ospedale di Orbassano. I funerali si terranno oggi, venerdì 24 settembre, alle 15.30 presso la chiesa parrocchiale di Cervere (Cn). Vivalda per anni ha condotto il ristorante di famiglia “L'Antica Corona Reale”, con una storia di oltre 200 anni alle spalle, ora guidato dal figlio Gian Piero : “Il mio ristorante è il luogo ideale per gli amanti della cucina gourmet. È frutto di una continua evoluzione, risultato di un impegno familiare che perdura da oltre cinque generazioni, con un savoir-faire trasmesso di padre in figlio da duecento anni e una perpetua vocazione avanguardista”. 

Da sempre il ristorante propone piatti basati sulla cultura del territorio e sulla stagionalità, una formula che, unita al talento della brigata di cucina capitanata da un grande chef, è servita a conquistare e conservare negli anni due stelle Michelin. Ad oggi in Piemonte sono solamente “L'Antica Corona Reale” e Villa Crespi a Orta San Giulio ad avere due stelle Michelin. Nell’ultimo anno alcuni giocatori, allenatori ed ex giocatori di Toro e Juve sono stati all'Antica Corona Reale come Andrea Pirlo il 9 agosto 2020 da neo allenatore della Juve, il 7 settembre 2020 Marco Giampaolo, anche lui da poco alla guida del Toro, e il 28 ottobre 2020 l’ex Juve Miralem Pjanic.

Il ricordo dello staff del suo ristorante: “Ciao Renzo, il primo che passa di là inizia ad apparecchiare la tavola”

“È difficile, se non impossibile, associare il concetto della morte a te che una settimana fa, perso nel tuo sorriso chiaro come gli occhi, programmavi di ‘fare le lumache’. La morte è spegnimento, tu invece sei stato acceso dal primo all’ultimo dei tuoi giorni. Per amare fino al midollo la vita bisogna mescolare il sacrificio alla leggerezza. Ma una leggerezza che è più profonda di qualunque ragionamento. La leggerezza sempre allegra di pomeriggi al sole, sgusciando lumache o pulendo pesci di fiume, e fermando la bellezza della vita nel profumo del rosmarino, nell’ombra protettiva della casa di famiglia, che è prima madre poi figlia, nell’umido delicato di una cantina, nel tintinnare felice di posate e bicchieri che danno al battito del cuore una musicalità che sa – quella sì – di paradiso. Un paradiso qui ed ora, non di un’altra dimensione. Un paradiso sudato, lottato, difeso, nel quale oggi brillano i tuoi occhi come fuochi accesi di cucina, nell’eroismo di chi ama il quotidiano, nella dolcezza guizzante come un cuore, quello che oggi condividi con Maria Teresa, con Eugenia, con tutti, perché nel tuo cuore non manca nessuno. Ciao Renzo, ricordati la promessa, il primo che passa di là inizia ad apparecchiare la tavola”.
 

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