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Non ci sarà la sfilata del Torino Pride: l’annuncio e la polemica, a due settimane dall’evento

Il Torino pride ricorda che da marzo 2021 altre manifestazioni dinamiche sono avvenute nel nostro Paese, che ci sono stati i festeggiamenti per la vittoria dell’Italia agli Europei di calcio e che continuano ad avvenire, anche a Torino, manifestazioni ‘no vax’ e ‘no green pass’

Immagine di repertorio

Il Coordinamento Torino Pride, che conferma il voler rispettare le regole, decide di annullare l’edizione 2021 del Torino Pride mantenendo in essere tutte le iniziative di avvicinamento programmate. La decisione arriva a seguito della comunicazione ricevuta dalla questura per cui, a fronte del DCPM 2 marzo 2021, sarebbero autorizzate solo manifestazioni statiche e non dinamiche. Annullato quindi l'appuntamento atteso per sabato 18 settembre.

“Non essendo mai stati e state fautrici del pensiero unico, chiediamo ufficialmente che le Istituzioni dialoghino proficuamente con i cittadini e le cittadine per dare loro la possibilità di comprendere le decisioni prese per la salute e la sicurezza. Chiediamo anche alla Prefettura, alla Questura e alla Città di Torino di poter manifestare, in forma statica, sabato 25 settembre in piazza Castello. Il nostro sarà un NON PRIDE perché i nostri corpi possano essere comunque orgogliosi e le nostre istanze visibili”, con queste parole il Torino Pride si appella ufficialmente alle Istituzioni.

Cosa è accaduto nelle ultime settimane di organizzazione

“Sin dal grande e straordinario Pride Nazionale del 2006, il Coordinamento Torino Pride, ha sempre dialogato e collaborato con le Istituzioni. La Regione Piemonte, il Consiglio Regionale del Piemonte, la Città di Torino, la Prefettura e la Questura sono sempre stati interlocutori attenti e nella maggior parte dei casi sensibili. Quest’anno ci tocca inevitabilmente constatare che qualcosa non ha funzionato!” con queste parole si esprime Alessandro Battaglia, coordinatore del Torino Pride a pochi giorni dal Pride, la marcia per i diritti, che avrebbe dovuto tenersi il 18 settembre a Torino e la cui edizione 2020 era già stata annullata e rinviata per tutelare la salute di tutte e tutti, come affermato dal Coordinamento Torino Pride e le associazioni che lo compongono. 

La recente entrata in zona bianca aveva fatto immaginare a tutte le organizzazioni Pride di Italia che fosse arrivato - sempre nel rispetto delle regole e con la massima attenzione alla salute dei cittadini e delle cittadine - il momento di pensare e immaginare la manifestazione politica più importante e attesa: la parata. E per questo in relazione all’entrata in zona bianca il Torino Pride aveva incontrato la Prefettura il 1 luglio 2021. “In questo incontro è stato sottoposta la questione relative alla possibilità di organizzare il Torino Pride 2021 e la risposta ricevuta era possibilista. Siamo usciti dal quell’incontro dichiarando che data la non impossibilità avremmo interloquito con gli uffici della Città di Torino per i vari permessi e servizi e che avremmo inviato una ulteriore comunicazione alla Prefettura informandoli dei progressi. Questa nostra comunicazione è stata inviata l’11 luglio 2021 e nessuna risposta è arrivata successivamente”, riassume Battaglia presente all’incontro. 

Il Torino Pride ripercorre le tappe di avvicinamento alla parata e spiega: “Il 13 agosto 2021, il Torino Pride invia alla Questura la comunicazione di pubblica manifestazione alla quale segue una risposta, il 19 agosto, in cui ci viene comunicato che, a fronte del DCPM 2 marzo 2021, sarebbero autorizzate solo manifestazioni statiche e non dinamiche. Il direttivo del Torino Pride, perplesso, il 24 agosto chiede al Prefetto e al Questore un incontro urgente che viene concesso solo il 2 settembre in Questura. Il Questore conferma quanto scritto nella comunicazione del 19 agosto e invita a trasformare il Pride in una manifestazione statica”. 

“Una volta ricordato che il Pride è una marcia per i Diritti e che dal marzo 2021 altre manifestazioni dinamiche sono avvenute nel nostro Paese come i Pride di Roma, Cagliari e in ultimo di Gorizia e che, nel totale disprezzo delle regole, sono avvenuti i festeggiamenti per la vittoria dell’Italia agli europei di calcio e continuano ad avvenire, anche nella nostra Città, manifestazioni ‘no vax’, ‘no green pass’ ecc. ci chiediamo perché, a pochi giorni dal programmato, patrocinato e organizzato Torino Pride 2021 noi ci si debba trovare in questa spiacevole circostanza. Il DPCM 2 marzo 2021 era già in essere il 1 luglio quando ci recammo al primo appuntamento in Prefettura e dovrebbe valere non solo per Torino” affermano i membri del direttivo del Torino Pride a nome di tutte le associazioni che rappresentano.

“In ogni caso, visto il diniego, comunicato per altro inopportunamente anche a mezzo stampa prima della conferenza odierna, il Coordinamento Torino Pride, che conferma il voler rispettare le regole, decide di annullare l’edizione 2021 del Torino Pride mantenendo in essere tutte le iniziative di avvicinamento programmate”, conclude. 
 

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