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Piemonte, Alberto Cirio si vaccina: “Oggi è arrivato il mio turno. Continuiamo a credere nella scienza"

"Grazie di cuore a tutte le donne e agli uomini che lavorano ininterrottamente per far correre la nostra campagna vaccinale. Avanti così”

Alberto Cirio

A distanza di pochi giorni dalla sindaca di Torino, Chiara Appendino, anche il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha ricevuto oggi la sua prima dose di vaccino all’ospedale Michele e Pietro Ferrero di Verduno (Cuneo). “Oggi è arrivato anche il mio turno. Continuiamo a credere nella scienza, perché è l’unica strada per mettere in sicurezza noi e le persone che amiamo. E grazie di cuore a tutte le donne e agli uomini che lavorano ininterrottamente per far correre la nostra campagna vaccinale. Avanti così”.

Alberto Cirio: "Sono felice"

Il governatore, che nel marzo 2020 aveva contratto il virus, oggi rivela: "Sono felice come padre, uomo, cittadino, ma anche come presidente della Regione perché questa campagna di vaccinazione è ciò che sta permettendo alla nostra Regione, al nostro Paese, al mondo intero di ritornare alla normalità che ci permetterà di salvare le vite, ma ci permetterà anche di salvare i posti di lavoro e la sicurezza economica delle nostre aziende per i nostri figli. Ecco perché dobbiamo credere nel vaccino. Qui nel mio braccio c'è il farmaco che mi permetterà di non ammalarmi, di non soffire e di non far soffrire, c'è il farmaco che metterà in sicurezza me e chi sta vicino a me". Ha poi aggiunto: “Dopo aver lavorato tanti mesi perché la vaccinazione fosse in ordine di fragilità, finalmente è arrivato anche il mio turno, un turno che ha rispettato il fatto che io sia stato malato e sia guarito nel 2020. I vaccini sono scienza e la scienza è quella che da sempre salva la vita delle persone”.

Il presidente si è presentato all’ospedale di Verduno indossando la maglietta del Dirmei, il Dipartimento interaziendale malattie ed emergenze infettive: “Ho voluto indossare questa maglietta perché il Dirmei si occupa da quasi un anno e mezzo dell’emergenza Covid. Dietro questo simbolo ci sono tante donne, tanti uomini che lavorano, che non hanno fatto i sabati e le domeniche, che ancora adesso stanno facendo orari complicati per garantire la maggior capacità vaccinale del Piemonte. Un segno di riconoscenza verso tutti gli operatori del nostro sistema sanitario che ci stanno permettendo di essere un Piemonte che veleggia verso la sicurezza e che punta per la fine dell’estate alla cosiddetta immunità di gregge, cioè la possibilità di ripartire senza più doversi fermare.  L’immunità di gregge a fine agosto è anche il motivo per cui ieri ho voluto essere a Roma dal generale Figliuolo, dal quale ho avuto come sempre parole di rassicurazione e di apprezzamento, come dal presidente Mattarella per quello che le Regioni e il Piemonte stanno facendo”. 

Sul fatto che da lunedì si potranno togliere le mascherine all’aperto, il presidente Cirio ha voluto evidenziare che “questo non vuol dire abbassare il livello di attenzione, ma tornare ad una maggiore libertà, che dobbiamo vivere sempre con responsabilità e, soprattutto, vaccinandoci. Il nostro dovere, ed è il motivo per cui sono orgoglioso di essere il presidente della Regione Piemonte, è di vaccinare il più possibile e il più in fretta possibile. E questo il Piemonte lo sta facendo bene. Siamo una delle regioni maggiormente forti, maggiormente performanti: siamo vicini a tre milioni e mezzo di dosi somministrate, con un target che si attesta in media su 37-38 mila vaccinazioni al giorno, che supera l’obiettivo della struttura commissariale, proprio perché vogliamo mettere in sicurezza il Piemonte entro la fine di agosto”.

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