Suicida perché non reintegrato nell'esercito: nel corpo aveva tracce di uranio impoverito

"Una svolta storica"

Luigi Sorrentino, morto suicida all'età di 40 anni dopo avere protestato contro l'esercito

Tracce di uranio impoverito sono state trovate nel midollo osseo di Luigi Sorrentino, 40enne caporalmaggiore scelto dell'esercito morto suicida lo scorso 23 ottobre 2018 nella sua casa di via Rosta.

È quanto sostiene oggi, martedì 28 maggio 2019, l'Osservatorio Militare secondo il quale le tracce di U 238 nel campione sono state rintracciate attraverso l'analisi con Ms spettrometria di massa dal professore Claudio Medana, del dipartimento di biotecnologie molecolari e scienze della saluta dell'Università di Torino.

La scoperta, secondo lo stesso osservatorio, "è una svolta storica del caso uranio e sgombra il campo da ogni dubbio sia sull'esposizione che sulla nocività di questo materiale. Ulteriori esiti di altre ricerche daranno ulteriori prove del perché tra i militari italiani si sono già registrati 366 morti e 7500 malati".

Prima di suicidarsi, Sorrentino aveva rilasciato un'intervista al quotidiano torinese CronacaQui per raccontare la sua vicenda.

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