Ammalato di leucemia dopo le missioni all'estero, militare si uccide in casa

Aveva chiesto il reintegro

Immagine di repertorio

Luigi Sorrentino, caporalmaggiore 40enne dell'esercito, si è impiccato la sera di martedì 23 ottobre nella sua abitazione, al quinto piano di un palazzo di via Rosta.

Si era ammalato di leucemia dopo alcune missioni all'estero, un anno fa era guarito e aveva chiesto il reintegro nell'esercito. Non ha lasciato biglietti per motivare il suo gesto, ma il dubbio è che a motivare il gesto sia stato il diniego alla sua richiesta.

La malattia potrebbe essere insorta proprio a causa dell'uranio impoverito utilizzato dall'esercito nel corso delle missioni all'estero. Sul posto sono intervenute le volanti della polizia, che hanno subito escluso altre ipotesi. L'uomo lascia due figli di 17 e 6 anni e la moglie da cui era separato. 

Negli ultimi tempi il suo umore era peggiorato, non solo per la vicenda giudiziaria legata al lavoro, ma anche per una serie di questioni familiari tra cui la morte della madre naturale e la separazione dalla moglie.

Intervistato la scorsa settimana

Sorrentino, conosciuto come “Gigi l’immortale”, solo una settimana fa aveva rilasciato un’intervista a CronacaQui spiegando le ragioni della causa di servizio intentata “affinché qualcuno riconosca i propri errori. Lo devo ai miei colleghi che oggi non ci sono più, per una questione di principio e non di soldi.

L’uomo era stato in missione in Kosovo, Albania e Afghanistn dove, a suo dire, si era ammalato nel “cimitero dei carri”, uno sfasciacarrozze dei mezzi corazzati in cui è stato per 6 settimane senza protezioni.

“Gigi l’immortale” era sopravvissuto al cancro e a un attentato, ma non alla giustizia contro cui aveva intentato la causa di servizio, una battaglia per tornare a lavorare al secondo reggimento alpini di Cuneo e “non per stare a casa a fare nulla pagato 1.500 euro al mese” diceva ancora nell’intervista che concludeva con “Non credo di chiedere molto, sono ancora padrone di andare a morire in missione con il mio cappello alpino sulla testa”.

Luigi Sorrentino 1-2

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