"Drogate e stuprate dal nostro datore di lavoro", barista rinviato a giudizio

Per lui "rapporti consenzienti"

immagine di repertorio

Andrà a processo nel maggio 2019 il 50enne albanese gestore di un chiosco nella zona del parco Ruffini, a Pozzo Strada, accusato di avere drogato e stuprato due giovani cameriere all'interno del locale nel marzo e nell'aprile 2017.

I rapporti sessuali sono stati filmati dalle telecamere di sorveglianza dell'esercizio. "Provano che i rapporti sono stati consenzienti, il mio cliente non li nega", ha sempre detto l'avvocato Wilmer Perga, che difende l'uomo nel procedimento penale.

Di altra opinione, invece, il pm Barbara Badellino, che ha chiesto e ottenuto dal giudice Paola Boemio il rinvio a giudizio con l'accusa di violenza sessuale nel corso dell'udienza preliminare tenutasi ieri, giovedì 27 settembre 2018.

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Il processo sarà incentrato anche (e forse soprattutto) sulla contestata somministrazione di droga alle due vittime, che all'epoca dei fatti avevano 17 e 18 anni. L'imputato nega di averlo fatto, sostenendo che le ragazze abbiano assunto stupefacenti in modo autonomo. Le giovani, invece, sono sicure: secondo la loro versione, dopo il turno di lavoro lui avrebbe somministrato loro drink alterati con le sostanze.

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