Morti di amianto Eternit: si riapre la partita, nuova condanna per il proprietario

In passato tutto era stato prescritto

Il presidio dei dipendenti Eternit e del loro familiari quando la Cassazione decise per la prescrizione

Il tribunale di Torino ha condannato a quattro anni di reclusione l’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, proprietario e amministratore della Eternit, con l'accusa di duplice omicidio colposo per la morte di due persone, un ex dipendente della Saca (controllata dal gruppo) e una contadina residente a Cavagnolo, di mesotelioma pleurico e asbestosi nel 2008 e nel 2012.

La sentenza è stata pronunciata ieri, giovedì 23 maggio 2019, dal giudice monocratico Cristiano Trevisan, che ha anche accordato un risarcimento di 15mila euro alle parti civili (tra queste ci sono anche sindacati, Regione e altri enti) per ciascuno dei due decessi. L'accusa è stata sostenuta dal pm Gianfranco Colace, che aveva chiesto una condanna a sette anni.

Per fatti analoghi la Corte di Cassazione, nel 2014, aveva assolto Schmidheiny per sopravvenuta prescrizione e cancellato ogni forma di risarcimento.

L'avvocato Astolfo Di Amato, storico difensore dell'imprenditore elvetico, ha già preaunnunciato ricorso poiché la sentenza “va contro ultimi orientamenti giurisprudenziali in materia di morti da amianto”.

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