Pinerolo

Abolizione Province, i sindaci di San Secondo e Sestriere da Saitta

I primi cittadini delle due località hanno preso parte al Consiglio Provinciale dedicato ad un’operazione verità sul tema dell’abolizione delle Province prevista dal Decreto “Salva-Italia” del Governo Monti

Il Consiglio Provinciale ha dedicato l'ultima seduta ad un’operazione verità sul tema dell’abolizione delle Province, prevista dal Decreto “Salva-Italia” del Governo Monti. Alla seduta ha partecipato il Sindaco di Torino, Piero Fassino, insieme ai colleghi primi cittadini dei Comuni di San Secondo di Pinerolo, Bollengo, Borgaro, Rivalta, Susa, Sestriere, Pecetto, Poirino, Rosta, Nichelino, Candia e Brozolo. Dai Sindaci è venuta una decisa presa di posizione a sostegno del mantenimento delle Province e della riorganizzazione del sistema delle autonomie locali, in coerenza con la posizione dell’Unione Province Piemontesi, che propone la riduzione da 8 a 4 degli Enti di area vasta piemontesi. 


Al termine della seduta, è stato approvato un ordine del giorno, con 35 voti favorevoli. Hanno votato a favore il PD, il PdL, la Lega Nord, Italia dei Valori ed il Consigliere della lista “Sinistra per la Provincia di Torino”. Si è astenuta la capogruppo dell’UDC, Loredana Devietti. Hanno votato contro Renzo Rabellino della Lega Padana Piemont e, a titolo personale, Nicola Felice Pomponio di Italia dei Valori. L’ordine del giorno impegna la Giunta Provinciale ed il Presidente Saitta a proseguire l’azione di sensibilizzazione nei confronti del Governo e del Parlamento, per ottenere un intervento di razionalizzazione in ambito regionale delle Province, attraverso l’accorpamento di quelle di dimensioni minori. Il testo riafferma l’esigenza che venga salvaguardato il principio della rappresentanza democratica dei territori e dei cittadini, che siano lasciate in capo alle Province le funzioni di area vasta, che siano eliminati tutti gli Enti intermedi strumentali (agenzie, società, consorzi) che svolgono impropriamente funzioni che possono essere esercitate dalle istituzioni democraticamente elette. Inoltre il testo giudica necessaria la costituzione delle città metropolitane ed il riordino delle amministrazioni periferiche dello Stato (in parallelo con quello delle Province. 

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