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Indesit, Merlo: «Non si pregiudichi il futuro di 400 lavoratori»

L'onorevole pinerolese del Pd scrive una lettera aperta a Marco Milani, a.d. Indesit: «Il tavolo di confronto al Ministero dello Sviluppo Economico non può riprodurre le posizioni così rigide»

Continua a tener banco la disperata situazione che, ormai da settimane, sta facendo da contorno allo stabilimento Indesit di None, dove circa 400 lavoratori rischiano di perdere il posto di lavoro in nome della "delocalizzazione" decisa dai vertici aziendali. A tal proposito, l'onorevole pinerolese Giorgio Merlo, esponente del Pd, ha scritto una lettera aperta che ha quale destinatario Marco Milani, amministratore delegato Indesit.

«Caro Ing. Milani,

la situazione che sta vivendo lo stabilimento dell’Indesit di None è sotto gli occhi di tutti. C’è una forte preoccupazione tra i lavoratori ed il rischio concreto di un ulteriore impoverimento del tessuto produttivo della provincia di Torino e dell’intero Piemonte; c’è la concreta possibilità che, oltre alla fuga dall’Italia di un marchio storico per il settore elettrodomestico del nostro Paese, si inneschi un meccanismo di pericolosa ed inquietante “delocalizzazione” teso a generare una situazione esplosiva per l’intero comparto manifatturiero.

Ora la precedente crisi del 2009 a None era stata risolta anche grazie ad un intervento determinato e decisivo della famiglia Merloni, azionista importante del gruppo. Probabilmente oggi le condizioni generali sono cambiate. Ma il tavolo di confronto che si è aperto a Roma al Ministero dello Sviluppo Economico non può riprodurre le posizioni rigide che abbiamo ascoltato sino ad oggi. Per essere ancora più chiaro, Ing. Milani, adesso si tratta di capire se la “delocalizzazione” avanzata e richiesta dall’azienda è diventata una dogma oppure se è possibile e auspicabile che il confronto avviato a Roma con le parti sociali arrivi ad una soluzione condivisa e non penalizzante per i lavoratori, il territorio e la stessa azienda.

Ci troviamo di fronte ad uno snodo decisivo per il futuro dello stabilimento di None. Non le chiedo, Ing. Milani, di condividere le mie considerazioni. Quello che Le chiedo, a nome anche del mio territorio, è di far sì che la Sua scelta non pregiudichi la prospettiva dello stabilimento di None, il futuro di 400 lavoratori e le loro famiglie e la stessa presenza in Italia di una importante realtà industriale qual è Indesit che ha contribuito allo sviluppo e alla crescita del nostro Paese».

 

 

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