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La lenta agonia della via universitaria: "Sono stati mesi terribili. Speriamo nella riapertura dell'Università"

Neppure la Mole Antonelliana ha attirato turisti a sufficienza

 

Da quando è scoppiata la pandemia via Verdi, il cuore della Torino universitaria, appare desolante. La chiusura di Palazzo Nuovo e la didattica a distanza non hanno svuotato solo le aule, ma anche strade e locali. In estrema difficoltà i commercianti che hanno visto dall'oggi al domani azzerare completamente il proprio fatturato e non hanno alcuna certezza neppure per i prossimi mesi. 

C'è chi ha chiuso l'attività in attesa di un graduale ritorno alla normalità, chi ha prolungato le vacanze e chi invece ha tenuto aperto anche ad agosto per cercare di recuperare parte di quel fatturato che è stato perso durante gli scorsi mesi. In generale però non regna l'ottimismo. 

"In passato in questo periodo c'erano già le matricole in cerca di un appartamento. Studenti che arrivano dal centro o sud Italia per studiare", racconta un ristoratore della zona. "Noi abbiamo deciso di non aprire più a pranzo", spiega un altro commerciante, "Se però non aprirà di nuovo il mondo universitario per noi sarà un problema grave". 

Anche chi lavora a ridosso della Mole Antonelliana ha avuto grosse difficoltà a causa di quello che sembrerebbe essere stato un evidente calo del flusso turistico: "Agosto è stato un mese di miseria nera. La gente ha pochi soldi e ci sono stati pochi turisti", racconta la tabaccaia di via Montebello che poi aggiunge, "Colpa anche del Governo che ha mandato le persone in vacanza con il bonus". 

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