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Una "Venere arrugginita" sotto i portici: la statua misteriosa nella via del centro

Opera di un artista torinese

 

Una "Venere arrugginita" sotto i portici di via Po. È la misteriosa statua che è comparsa in questi giorni all'angolo con via Vasco a pochi metri dall'ingresso della Cavallerizza Reale e che sta incuriosendo i passanti che ogni giorno la incrociano. Si tratta di un'opera di un artista torinese, Cristian Bertolotto, che con le sue sculture vuole sensibilizzare la popolazione sul tema dell'inquinamento chimico e da quello generato dai rifiuti plastici. 

Cristian Bertolotto è l'artista che ha creato la "Venere" di via Po che, però, è solo una delle installazioni che ha rilasciato in questi giorni per le vie di Torino. Ci sono anche due busti in gesso raffiguranti Tutankhamon che sono stati posizionati vicino al'ingresso del Museo Egizio, un'altra statua in via Po all'incrocio con via Rossini e una macchina fotografica in via delle Rosine vicino all'ingresso di Camera il museo torinese della fotografia. 

Oggetti che hanno un unico filo conduttore, sono 'contaminati'. Sì, perché Bertolotto con le sue opere vuole farci immergere in un mondo contaminato: "Si tratta di riproduzioni di oggetti dei nostri giorni ritrovati in un futuro post apocalittico. Come se fossero stati contaminati da agenti chimici", racconta l'artista. Ed è così che le statue sono arrugginite o le loro crepe sono riempite da tanti piccoli lego. 

"Cerco di attirare l'attenzione della gente sulle tematiche che propongo attraverso il paradosso. Il gesso non può arrugginire, così come non può essere contaminato dalla plastica. Mi attrae il paradosso", spiega Bertolotto, "Questo è il mio modo di sensibilizzare la gente sul tema dell'inquinamento dovuto agli agenti chimici che vengono sversati nei fiumi o nei mari e anche su quello dovuto alla dispersione di materie plastiche". 

La stranezza delle sue opere è un modo per attirare l'attenzione, non sulla sua persona, ma su un tema che è sempre più caldo. Questa la ragione alla base anche della scelta del luogo dove posizionare le sue opere: "Ho pensato che via Po fosse il luogo adatto perché frequentato da molta gente", e vista la curiosità che la sua opera ha generato la scelta è stata sicuramente azzeccata. 

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