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Arriva l'accompagnamento al lutto per dire addio a Fufy: "Non ci sono dolori di serie A e di serie B"

Cerimonie e urne biodegradabili contro il 'dolore negato'

 

Lo hanno definito 'il dolore negato' ed è quello che porta un uomo o una donna a separarsi dal proprio animale d'affezione senza dedicare lui il giusto saluto. A Torino da poche settimane per tutte queste persone c'è una possibilità in più. In lungodora Colletta ha aperto infatti il centro Tyche Pet, che è una società partecipata del gruppo Socrem e che si occupa di accompagnare le persone nel momento dell'addio dal proprio animale da compagnia. 

Può essere un cane, un gatto, ma anche un coniglio o una tartaruga. Gli animali che popolano le nostre abitazioni sono tanti: “L'Italia con gli Stati Uniti e la Polonia è uno dei Paesi in cui c'è una più alta presenza di animali di affezione e Torino è una delle città in cui le persone manifestano maggiormente questo legame con loro”, spiega Fabrizio Gombia, presidente di Tyche Pet. 

In questo centro è possibile assistere a una cerimonia personalizzata sulle proprie esigenze prima della cremazione dell'animale defunto e vi è una cerimonia anche al momento della consegna delle ceneri, ma non solo perché si può anche scegliere un'urna biodegradabile dentro la quale conservare le cenere dell'animale. In alcuni casi nell'urna sono presenti anche dei semi: “Un modo per far ricongiungere il proprio animale con la natura. Uniamo all'urna anche un sacchetto con dei semi, così si può piantumare con l'animale un seme e dare vita a una nuova pianta che simboleggia il continuare della vita”, spiega Matteo Sciarra, direttore della struttura. 

Prima di arrivare a questo centro ci sono voluti anni di riflessione e studio: “La prima persona che quindici anni fa mi chiese come mai non ci occupavamo di questo mi raccontò del suo momento di difficoltà perché lei non riusciva a trovare qualcosa che le consentisse di sentire di aver fatto tutto il necessario alla morte del suo cane. 'Mi è rimasta dentro la sensazione di non aver adempiuto a qualcosa che dovevo fare per lui, però dove potevo trovare qualcuno che mi desse una mano a superare questa esigenza?', mi domandò”, racconta Fabrizio Gombia. 

Non è stato immediato il percorso che ha portato alle cerimonie di Tyche Pet: “Per noi non è la ricerca di un'attività imprenditoriale, la nostra natura è diversa”, continua Gombia. A testimonianza di quel che racconta la decisione di attivare dei percorsi di accompagnamento al lutto anche per chi ha perso un animale d'affezione. “Questa è una richiesta che all'inizio ci ha sorpreso e vuol dire che abbiamo sottovalutato il 'dolore negato'. Noi gestiamo attraverso la Fondazione Fabretti dei gruppi di aiuto e chi lo sa ci ha chiesto se avevamo attivati stessi gruppi rivolti alle famiglie che hanno perso un animale da compagnia”. 

Il messaggio finale è chiaro: “Non ci sono dolori di serie A o B, quando una persona soffre non si può classificare il dolore. Questo non sminuisce il dolore per una persona amata, ma non si può ridicolizzare o non valorizzare il dolore per un membro della famiglia che ha vissuto con te per anni in maniera empatica, come fa un animale d'affezione”, conclude Gombia. 

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