Giovedì, 29 Luglio 2021

Sanità, la protesta contro le visite al telefono: "Io malata di tumore al seno mi sono ribellata. Ci hanno abbandonate"

'Non una di meno' e lo 'Sportello CUB intercategoriale antidiscriminazione'

Mariagrazia Tesse è una donna torinese che nell'ultimo anno ha dovuto lottare contro un tumore al seno, ma non solo. Oltre alla malattia infatti ha dovuto affrontare le cure successive all'operazione in un contesto ospedaliero che, a causa del covid, non prevedeva che i pazienti fossero vitati in presenza. Se però a marzo 2020 la donna aveva accettato questa condizione perché l'emergenza era appena scoppiata, quando il 3 febbraio scorso le hanno proposto l'ennesima visita di controllo telefonica si è ribellata. 

Dalla sua ribellione è nata la protesta che 'Non una di meno' e lo 'Sportello CUB intercategoriale antidiscriminazione' hanno messo in campo questa mattina, lunedì 15 febbraio, davanti all'ospedale Sant'Anna di Torino. "Ho vissuto questa esperienza sulla mia pelle. Io sono stata operata di tumore al seno. Mi volevano fare una visita di controllo senologica via telefono. Ho preteso una visita in presenza", racconta Mariagrazia Tesse che a marzo del 2020 a un controllo telefonico si sottopose. 

A marzo la prima visita telefonica: "All'epoca era un periodo particolare di emergenza sanitaria e l'ho accettata. Il 3 di febbraio invece ho rifiutato la visita telefonica perché è un nostro diritto avere le visite in presenza. Chiudono le strutture sanitarie e concentrano tutti i pazienti in un'unica struttura ed è dunque inevitabile non avere posto per le persone. Quando sono arrivata qua per la visita mi hanno dato dell'irresponsabile", dice la donna. 

"Hanno avuto un anno di tempo per riaprire le strutture e ci sono ancora ospedali chiusi. Vogliamo sapere cosa hanno fatto quest'anno", dice Mariagrazia Tesse, "Io e tante altre persone ci siamo sentite abbandonate". 

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