Domenica, 13 Giugno 2021

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Tassisti in corteo per le vie di Torino: "Aiuti o non saremo più in grado di garantire il servizio in città"

Si è tenuto un incontro con l'assessore al Commercio Alberto Sacco

Nuova giornata di passione per i tassisti torinesi che questa mattina, martedì 3 novembre, sono sfilati in corteo per le vie della città allo stesso modo di come avevano già fatto lunedì scorso, il 26 ottobre. Questa volta però il loro obiettivo principale è stato il Comune di Torino dove sono stati ricevuti dall'assessore al Commercio Alberto Sacco. 

"L'assessore Sacco ci ha detto che il Comune non ha disponibilità economiche e quindi per quello che concerne le nostre richieste hanno messo subito le mani avanti", spiega Pietro Massucco, uno dei tassisti ricevuti in delegazione da Sacco. Massucco era già stato ricevuto la settimana scorsa in Regione Piemonte e, sempre questa mattina, ha partecipato a un ennesimo incontro in Prefettura. 

"È svilente per un lavoratore andare a chiedere l'elemosina quando sappiamo che ci sono decine di categorie nella nostra stessa situazione. Il problema vero è che senza qualche aiuto concreto non saremo più in grado di garantire il servizio per la Città di Torino", continua Massucco. A Torino i tassisti sono 1.560 circa e hanno subito un calo del fatturato di circa il 70%. 

"Chiediamo lo sblocco dei voucher previsto per giugno o luglio e che non è stato ancora attuato. Si tratta di buoni viaggio che vengono messi a disposizione per le persone che non hanno possibilità come gli anziani. Questi così possono usare il taxi", prosegue Massucco, "Inoltre vogliamo che tramite le istituzioni locali possa arrivare la nostra voce al Governo per avere aiuti economici e la defiscalizzazione degli oneri contributivi e retributivi".

La situazione dei tassisti è sempre più compromessa perché è stato azzerato il settore fieristico, la Juventus non porta più tifosi, i ristoranti chiudono alle 18, discoteche chiuse, spostamenti tra regioni azzerati e via dicendo. Si tratta di una categoria che non lavora a pieno regime da maggio: "C'è gente che aspetta anche cinque ore prima di fare una corsa, è mortificante. I ristori non si devono limitare ai mille euro perché tra un mese e mezzo saremo ancora così, per non parlare dell'inerzia che ci sarà nella ripresa. Non è che la gente all'improvviso finita l'emergenza covid si metterà a stappare le bottiglie", conclude Massucco. 

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