Piero Chiambretti 'padrino' d'eccezione del toret 'sovrappeso': "Venite qua e baciatelo"

Fino a fine anni nella Galleria Subalpina

Il toret gigante - o sovrappeso come era stato definito durante un dibattito in consiglio comunale - si sposta da piazza Arbarello dentro la Galleria Subalpina e rimarrà lì fino a fine 2021. Almeno. 

A dargli il benvenuto ieri pomeriggio, giovedì 16 settembre, è stato Piero Chiambretti in persona che così facendo si è trasformato in un vero e proprio 'padrino' d'eccezione. "Sono il testimonial e padre putativo di questo oggetto di arte contemporanea pop stradale. Questa è un'installazione in una delle gallerie più belle della nostra città quindi vi consigliamo di venire e baciarlo", ha detto Chiambretti.

Il toret da quando è stato inaugurato - il 23 giugno scorso - ha fatto discutere parecchio in città, sia per gli atti di vandalismo che ha subito, sia perché qualcuno lo avrebbe trovato inopportuno.

Cosa rappresenta? 

"In un momento storico come questo, dove l’emergenza che stiamo vivendo ha cambiato forse per sempre la nostra quotidianità, c’è il bisogno di reagire, di uscire di casa e di rimboccarci le maniche per ripartire. Torino è una città che lotta per ritrovarsi e l’unica strada è esporsi per accogliere il futuro", aveva spiegato Nicola Russo, autore dell'opera, all'inaugurazione di giugno. Il toret che esce dal proprio basamento è il simbolo della volontà di rinascita della città dopo un momento di crisi.

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