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"Vado avanti solo per mio figlio": la disperazione del lavoratore licenziato insieme a 399 colleghi

In tenda davanti alla Regione Piemonte in piazza Castello a Torino: "Andiamo avanti ad oltranza"

"L'unica cosa che mi tiene su è mio figlio Matteo che ha due anni. È l'unica cosa, altrimenti sarebbe dura da vivere". Fabrizio, uno dei 400 lavoratori dell'ex Embraco di Riva di Chieri, non usa giri di parole per raccontare la disperazione che da quattro anni sta vivendo. 

Lo fa accovacciato sulla soglia della tenda che insieme ai suoi colleghi ha montato in PIazza Castello davanti all'ingresso della sede della Regione Piemonte. "Noi da qui non ce ne andiamo più", dicono con la voce strozzata da quel groppone che hanno in gola e non vuole andare più giù. 

Si sentono calpestati nella loro dignità di lavoratori. Prendono ogni mese solamente 800 euro di cassa integrazione che devono servire per pagare affitti, mutui, bollette e per mangiare. "Come si vive? Diventa dura con una moglie e un bambino a carico. Poi adesso ci è arrivata la lettera di licenziamento, è stato un crollo", racconta Fabrizio. 

Per loro ieri - lunedì 17 maggio - un piccolo barlume di speranza si è acceso: il Governo dovrebbe infatti fornire al curatore fallimentare quell'appiglio burocratico utile a garantire per i lavoratori altri sei mesi di cassa integrazione. Per il momento però, anche questa è una promessa che deve essere mantenuta.  

"Non c'è niente di firmato da parte del Governo, quindi sono solo parole e io alle parole non credo più. Voglio solo cose scritte e firmate", conclude Fabrizio. Al suo fianco un altro collega che a stento riesce a trattenere la rabbia: "Non si riesce più a dormire, abbiamo preoccupazioni tutti i giorni e per quel che possiamo fare stiamo dietro alle nostre famiglie". 

"Sono 27 anni che lavoro in quell'azienda, ne ho quasi 58. Fuori da quell'azienda non ho futuro. Facciamo provare ai nostri politici cosa vuol dire vivere come abbiamo vissuto negli ultimi quattro anni. Io ho solo il magone dentro". 

Intanto domani si terrà un incontro in Regione Piemonte con lavoratori e sindacati durante il quale presumibilmente si parlerà dei diversi scenari in campo, tra cui anche il progetto Italcomp che sembra arenato. 

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