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Crisi nera per i tassisti senza i tifosi della Juventus e i viaggiatori: per loro la Fase 3 non è ripartenza

Gli incassi non bastano a coprire neppure le spese

 

Nonostante ormai siamo in piena Fase 3 per i tassisti torinesi la situazione non sembra migliorare ed è per questo che oggi, martedì 16 giugno, il sindacato USB ha deciso di scendere in piazza e manifestare. 

Il problema, denunciano i sindacati, è che non arrivano persone in città che siano turisti o uomini d'affari. "Purtroppo l'aumento è stato lieve e non può essere tenuto in considerazione", racconta Franco Melardi che è il respondabile del nord Italia del settore Taxi per il sindacato USB. Tra chi manca ci sono anche i tifosi della Juventus, quella che definiscono la più grande azienda torinese. 

"Il fatto che manchi traffico dalle stazioni, che la più grossa azienda della città che è la Juventus non porti gente e che fino all'altro ieri a Torino arrivava un solo volo al giorno da Roma, si capisce che i taxi vanno in difficoltà. Da tre mesi abbiamo dimezzato le forze, lavoriamo 750 macchine. Ci alterniamo nei giorni di lavoro, due giorni lavoriamo e due no", continua Franco Melardi. 

E così le macchine rimangono parcheggiate ad attendere una chiamata: "Guardate la coda di taxi in attesa che c'è in Piazza Castello, se sbagli il parcheggio rischi di fare anche solo due corse al giorno", commentano i tassisti. Che vuole dire incassare 20 o 30 euro che non bastano neppure per coprire le spese. 

Per questi motivi chiedono al Governo l'istituzione di un fondo da destinare alla distribuzione di voucher per i meno abbienti, agli over 65, per i dipendenti delle aziende: "Quale miglior modo per eliminare il problema dello smog e del traffico. Noi siamo complementari al servizio pubblico di linea", conclude Franco Melardi che è il respondabile del nord Italia del settore Taxi per il sindacato USB.

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