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Imprenditore rivela di essere vittima dell’usura e il giorno dopo si suicida. Il Procuratore "Denunciate”

Scoperto un grosso giro di usurai dopo il suicidio di un imprenditore

 

L'imprenditore di 69 anni che nell'agosto del 2018 si impiccò, all'interno della sua azienda, era vittima dell'usura. È per questo che il giorno dopo essersi presentato dai carabinieri di Volpiano decise di farla finita. Era stato costretto a rivolgersi agli usurai perché nessun istituto di credito gli aveva concesso un prestito a causa dei problemi che aveva contratto con Equitalia. 

"Chi è vittima di usura deve denunciare. Si deve fidare delle forze dell'ordine", è l'appello che Giuseppe Ferrando, Procuratore della Repubblica di Ivrea, ha voluto lanciare alla cittadinanza. L'uomo, un imprenditore che operava nel settore dell'autotrasporto, si era indebitato a causa della perdita di un grosso appalto con una catena di supermercato. 

Da qui la decisione, dopo il no delle banche, di fidarsi di un ex dipendente e affidarsi a Davide Molino, uomo che secondo i carabinieri si rivelerà usuraio e trafficante di droga sulla piazza di Settimo Torinese. Il Molino avrebbe applicato sul prestito tassi di interesse del 94% e, senza alcuna pietà, alcuni giorno dopo il suicidio dell'imprenditore si sarebbe presentato dai familiari per chiedere la riscossione del debito. Il figlio avrebbe pagato una rata del debito utilizzando la tredicesima della moglie. 

L'indagine, nata dal suicidio dell'imprenditore, ha portato alla scoperta di un grosso traffico di droga e di automobili e a 17 arresti.

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