Lo Russo punzecchia Salvini: "Non è stato un gran profeta, per lui Damilano avrebbe vinto al primo turno"

Il leader della Lega aveva scommesso un caffè

Il giorno dopo Stefano Lo Russo non nasconde la soddisfazione per il buon risultato ottenuto da lui come candidato sindaco e dalla coalizione che lo ha sostenuto, così non manca di mandare messaggi neppure tanto velati a chi nell'ultimo mese aveva sottostimato la sua candidatura. Nel mirino finiscono dunque, sempre con garbo, i sondaggisti e il leader della Lega Matteo Salvini. 

"Matteo Salvini non si è dimostrato un gran profeta, aveva scommesso un caffè che Damilano avrebbe vinto al primo turno", dice Lo Russo, che oi aggiunge, "Credo che il miglior segnale che possiamo dare è quello di parlare ai torinesi dei problemi della città e di come risolverli evitando la gazzarra politica tipica della Lega e di Fratelli d'Italia". 

Lega e Fratelli d'Italia che non sono riusciti a sfondare a Torino, ma anzi che sono rimasti dietro la lista civica di Paolo Damilano, Torino Bellissima. Discorso opposto per il Partito Democratico che ha portato a casa un buon risultato: "I risultati dimostrano che il PD è competitivo quando è capace di costruire una coalizione ampia, plurale e unita. Credo alla capacità del PD di poter essere aggregante di forze diverse che interpretano bisogni diversi, ma che sono unite quando c'è da pensare al bene dei cittadini". 

Andamento positivo per il centrosinistra anche nel voto espresso dai torinesi per le Circoscrizioni: "Il risultato delle Circoscrizioni ci penalizza in due Circoscrizioni su 8, mentre in altre sei usciamo vincitori. Dopo tanti anni però verifichiamo che si sta invertendo un andamento e il centrosinistra risulta avanti in alcuni quartieri nelle Circoscrizioni in cui si è perso. Questo ci fa dire che siamo sulla strada giusta". 

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