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L'Università investe sul futuro, un piano da 15 milioni di euro per il rilancio: "Torino sarà ancora città universitaria"

"Il prossimo sarà un anno accademico ibrido"

 

L'Università di Torino mette mano al portafogli e annuncia un piano da oltre 15 milioni di euro per sostenere studenti, ricercatori, lavoratori del polo universitario e per l'ammodernamento di strutture e attrezzature. Stefano Geuna, il Rettore dell'Università, è sicuro: "Torino continuerà a essere una città universitaria". 

La speranza è che a settembre, in qualche modo, le porte dell'ateneo possano essere riaperte, ma come sarà il prossimo anno accademico? "Vedo un anno accademico in modalità ibrida. Ci saranno di nuovo gli studenti nei nostri ambienti, ma il numero dovrà essere limitato. Tutti gli studenti avranno la possibilità di seguire le lezioni in presenza o in remoto in modo da evitare affollamenti e poter riprendere una vita universitaria più vicina alla normalità", spiega Stefano Geuna, il Rettore dell'Università. 

Torino è sempre stata una città universitaria, lo sarà anche in futuro? "Io credo proprio di sì. Da un lato le Università continuano a esserci e sono di alto livello. Saremo sempre attrattivi dal punto di vista della qualità della ricerca e della didattica che noi siamo in grado di erogare. Con questi investimenti vivremo in un contesto sempre più attrattivo. Il contesto piemontese ha tanti vantaggi che hanno fatto scegliere a tanti studenti di fuori di venire a studiare qua e credo che questo non verrà a mancare. Magari ci potrà essere una piccola flessione, ma credo che in futuro Torino potrà essere una destinazione privilegiata". 

L'investimento dell'Università per poter ripartire è importante, 15 milioni di euro. Di questi 4 saranno dedicati agli studenti, come? "Sono provvedimenti che da un lato cercheranno di agevolare dal punto di vista della tassazione universitaria certe situazioni di crisi vissute in questo momento: adattamento dell'ISEE, all'ISEE corrente e soprattutto, per la categoria degli studenti lavoratori, pensiamo a innovazioni sulle politiche per il part time. Dall'altro lato iniziative di sostegno ai costi che devono sobbarcarsi, metteremo a disposizione licenze per la disponibilità di libri in formato digitale e per il sostegno alla mobilità". 

Attenzione anche al lavoro agile e all'ammodernamento delle tecnologie presenti all'interno delle strutture universitarie. Un capitolo che vale 3.500.000 di euro. "Acquisiremo nuove tecnologie da mettere a disposizione del personale per poter svolgere al meglio il loro lavoro, anche nelle nuove condizioni in cui la vita in remoto è più reale. Ammoderneremo una parte importante delle nostre apparecchiature, che è sicuramente utile per adattare le performance alla realtà di questi giorni. Che avrà un'onda lunga".

La parte del padrone però la fa l'investimento di 10.000.000 di euro che farete in ambito di ricerca. "La maggioranza di questo finanziamento sarà destinata a borse di studio e assegni di ricerca, quindi è in qualche modo sostenere l'occupazione e le carriere dei più giovani di noi che stanno avviandosi alla carriera universitaria. Si da linfa alla ricerca scientifica, ma si da anche un contributo significativo al superamento della crisi dando la possibilità di avere contratti di lavoro per i più giovani", conclude Stefano Geuna il Rettore dell'Università di Torino. 

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